Dream Planet Raffaella Matera: Dream Planet

time-art gallery by Raffaella Matera Dream Planet

A mia madre che mi ha trasmesso la passione per il sogno.

last update Maggio 2005

Aquarius room

La Grande Illusione

Perseus room

 

Ancien regard

 

Ainsi

 

Navigatore,

in questo luogo potrai narrarmi un tuo sogno.

Se interessante te ne darò la spiegazione direttamente via e-mail.

E' importante però che tu racconti esattamente i sentimenti ed i pensieri

provati nelle prime scene oniriche, durante ed al risveglio.

Oltre che le scene oniriche ovviamente.

Forse ti chiederai come mai questa pagina.

Sai, ho molto letto sul sogno, ma ogni autore sfiorava, era vicino secondo me, ma non era nel sogno. Beh, ho deciso di parlarne io allora ed ho scritto un libro sul fenomeno onirico, ho cercato poi degli editori che lo pubblicassero..e questo era sicuramente un sogno!...comunque: so di cosa si tratta. Darò qualche piccolissimo cenno qui, qualcosa in più invece su l'incubo ed il “sogno con apparizione di defunti” ma

Sai, ho molto letto sul sogno, ma ogni autore sfiorava, era vicino secondo me, ma non era nel sogno. Beh, ho deciso di parlarne io allora ed ho scritto un libro sul fenomeno onirico, ho cercato poi degli editori che lo pubblicassero..e questo era sicuramente un sogno!...comunque: so di cosa si tratta. Darò qualche piccolissimo cenno qui, qualcosa in più invece su l'incubo ed il “sogno con apparizione di defunti” ma

devo comunque ricordarti che circa il copyright:

quanto è in questo sito web, in tutto o in parte non può essere nè plagiato nè usato a scopi commerciali da terzi senza espressa autorizzazione dell'autrice (cioè io).

(da "Il sogno oltre la superstizione-la teoria spirituale" di Raffaella Matera)

Proseguiamo allora :

Premessa Sogno e spirito Il Castello Il tempo dell'anima

Cos'è il sogno?

Tipi di sogno della categoria "Specchio"

Tipi di sogno della categoria "Extraspecchio"

Ritrovare il sonno

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Premessa

Il sogno è quella manifestazione spirituale benefica che si verifica nell’uomo durante il sonno e per tutto il corso della sua vita.

Esso oltre a rivelarne personalità e impulsi d’animo provati ma non pienamente e razionalmente intesi, rivela soprattutto l’attività e lo stato di sanità del suo spirito .

Le azioni, situazioni in tempo appena trascorso o epoca più remota a cui il sogno fa riferimento qualificano la prima grande categoria onirica che ho individuato: lo specchio.

Solo alcuni sogni sono dotati invece di determinate caratteristiche di specifica valenza futura pur se avviati dal complesso di azioni passate compiute dalla persona,

e formano la seconda categoria : l’extraspecchio.

Sognando molto e molto ricordando, nel corso degli anni ho compreso il fenomeno sogno secondo lo spirito ed oltre la superstizione elaborando la teoria spirituale ; questo libro nasce dunque dal desiderio di partecipare la conoscenza raggiunta sostenuta da ricerca sul sogno nella Bibbia(è citato spessissimo) e da alcune nozioni tradizionali apprese da quegli anziani profondi conoscitori del sogno con cui sono stata a contatto fin da bambina.

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dal capitolo 1°: Sogno e Spirito

“Speranze vuote e mendaci per lo stolto i sogni mettono le ali agli imbecilli. Come afferrar l’ombra e inseguire il vento, così è il confidare nei sogni. Nei sogni si vede quello che c’è già, è come l’immagine del volto nello specchio. Se il candore non viene dalla sporcizia, come verrà la verità dalla menzogna? Divinazioni, presagi e sogni sono vani, come le fantasie d’una donna in doglie. Se non sono ammonizioni dell’Altissimo, non affidare il tuo cuore ai sogni. Essi, infatti hanno ingannato molti che vi hanno posto speranza per poi cadere. La legge è completa senza tali menzogne e la sapienza è perfetta sulla bocca sincera.”(Siracide 34,1-8)

La parola di Dio ispirata intorno al 180 a.C. al Siracide, patronimico greco designante Ben Sira sapiente, figlio di Sirach, ci illumina su un particolare fenomeno, il sogno, che accompagna l’uomo fin dall’infanzia. Solo circa ventidue secoli dopo, la psicanalisi, concorderà per taluni aspetti con la biblica affermazione rivelatrice e precisamente sulla frase: ” Nei sogni si vede quello che c’è già, è come l’immagine del volto allo specchio. ”

Esso com’è noto a tutti ormai, delinea tratti interiori della personalità all’uomo sconosciuti durante la veglia. Perplessità invece vi erano ancora riguardo alla sua funzione.

Il sogno è una manifestazione spirituale con funzione benefica, come compreso e esplorato per grazia di Dio, con lunga ricerca effettuata sulla Bibbia[1] illuminante anche su questo argomento ritenuto spesso senza importanza, e ne “Le Confessioni”[2] di Sant’Agostino ed altro ancora, altresì con insegnamenti preziosi di persone appassionate al fenomeno sogno che ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare sin da bambina.

Va premesso che interpretare i sogni non significa come comunemente si crede, divinare il proprio futuro; essi nella maggior parte dei casi sono invece indicativi di”…quello che c’è già..”, cioè passato recentissimo o remoto che sia, ma vita già trascorsa in ogni caso, mentre solo alcuni particolarissimi concernono il futuro. Difatti, il Siracide esprime: “Se non sono ammonizioni dell’Altissimo, non affidare il tuo cuore ai sogni.”

V’è sogno e sogno dunque, con valore e caratteristiche diversi, ma comprenderli equivale a trovarsi internamente, superando quel modo di apparire assunto con la crescita, ricordando come si era prima che decidessimo di “voler essere” a tutti i costi ciò che in effetti non si è, seguendo mode e miti, riuscendo quindi a guardare l’intimo in profondità, fin nello spirito.

Forse tale riflessione parrà impattare con il consiglio del Siracide su ”…non affidare il tuo cuore ai sogni..”, ma così non è, poiché essa riguarda quella moltitudine di sogni che traggono origine dal passato, essendo vano esclusivamente il confidarvi cioè scaturenti da qualcosa che non è più, fatto già avvenuto.

Chi può negare che ogni cosa creata esistente per l’uomo e nell’uomo non abbia un senso, una funzione, una qualche utilità per la sua stessa vita ? Anche il sogno che si manifesta indipendentemente dalla volontà umana, essendo fenomeno naturale, innato, anche se riferisce sul passato, un senso ha, seppur non vale il confidarvi.

In Genesi 1,31, a proposito della creazione dell’uomo si legge: ”Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco che era molto buono. E venne sera, e poi mattina: sesto giorno.”

Tutto ciò che appartiene alla vita dell’uomo così come il Signore lo ha pensato è dunque buono. ”Questo per i credenti” si obietterà, ma vale anche per gli altri sicuramente e al di là di ogni eccezione.

Così il sogno, il quale accade naturalmente nel sonno, fase vitale in cui l’individuo è forse per taluni aspetti più vulnerabile, deve avere dunque una funzione buona, al pari di altre fisiologiche e non.

Ma se mangiare, bere, dormire sono avvertiti da stimoli, differentemente il sogno non viene segnalato da alcuno né diretto che indiretto immediatamente riconoscibile. Difatti chi può dire se, quanto e come ad una tal ora nella notte sognerà ? Che si sappia nessuno.

Con lo scorrere della vita il fenomeno onirico nella vita può arricchirsi o impoverirsi di elementi e in seguito se ne illustreranno i motivi, ma resta sempre presente nella vita, seppur il ricordo di esso al risveglio possa risultare nitido, sfocato o totalmente assente, per cui molti asseriscono in totale buona fede di non sognare.

Si è compreso finora due cose fondamentali sul sogno, ossia che ha funzione sicuramente buona per l’uomo, per la vita, e che si manifesta in tutti.

Ma il sogno è manifestazione spirituale tramite riflessione dell’ imperfetta attività dell’anima, che va suddiviso secondo due grandi categorie individuate, la prima riguardante il passato, la seconda per certi versi anche il futuro del dormiente, ed in tale ottica se ne illustrerà l’ origine, il curioso processo seguito nell’allestimento di sé, la sua funzione buona e correttiva, e come comprenderlo.

Una premessa propedeutica tentando di delineare elementarmente lo spirito dell’uomo risulta però necessaria poiché il sogno è davvero qualcosa di inizialmente complesso. torna su

1.2 : lo spirito

“Finalmente Dio disse: ”Facciamo l’uomo a norma della nostra immagine, come nostra somiglianza, affinché possa dominare sui pesci del mare e sui volatili del cielo, sul bestiame e sulle fiere della terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra.” (Genesi 1,26)

Parlare dello spirito potrà scatenare anche accuse di retorica. Ma di ciò che è bello e buono si può parlare solo con termini che esprimano appunto il bello e il buono.

L’uomo è l’opera più viva di Dio che esista sul pianeta. E’ un essere particolarissimo; a Lui puro Spirito somiglia nello spirito, ovvero in quella parte che assieme al corpo materiale forma tutta la persona. Proprio la coppia corpo-spirito che forma l’uomo, quando non mentalmente, pienamente realizzata, provoca spesso fraintendimenti di linguaggio a cui è bene ovviare; uno stesso termine difatti può fare riferimento al corpo o allo spirito, ma con significato diverso. Ad esempio io che mi sento essenzialmente anima, dico : ”Sono viva”, intendendo esprimere che mi sento viva dentro, poichè nel corpo è palese che lo sono già e quindi ritengo superflua l’asserzione; ma non coglierebbe tale inutilità la persona prettamente materialista (difatti che senso avrebbe dire “sono viva” quando è chiaro che io lo sia anche nella carne visto che in quest’attimo sto pensando e scrivendo?), ed accetterebbe quindi la stessa soltanto in riferimento alla parte materiale di me trascurando la vera significazione. Ma la persona pur quale unica unità, si compone di materia e spirito; pertanto qualsiasi atto o pensiero, e di riflesso qualsiasi termine che li esprima, oltre al risvolto materiale immediatamente percepibile dai sensi, ne ha uno spirituale che non va mai ignorato.

Per il sogno, poiché usa linguaggio prettamente spirituale, che si traduce in immagine onirica tramite un principio innato nell’uomo che si illustrerà in seguito, ogni termine adoperato per spiegarlo varrà dunque sicuramente nell’accezione che gli è propria.

La connotazione spirituale contraddistingue per espressa volontà divina l’uomo da altri esseri pur viventi del pianeta. Egli è diverso, ha qualcosa in più : lo spirito.

”Spiritus” significa fiato, anima, è quell’energia potente nella persona, cioè elemento inafferrabile, immateriale, trascendentale, essenziale per il tipo di vita a cui l’uomo è chiamato; esso lo sorregge nella sua unità psico-fisica, anzi è vita stessa . Ma non solo vita materiale, difatti: è lampante che si è vivi nel corpo finchè si respira, ma è da intendersi invece “vita” secondo una dimensione più grande, un parametro nuovo, con senso pieno, cioè uomo “vivo” che già dall’atto stesso della sua nascita ha il Tempo, ha nel suo spirito l’eternità, prerogativa esclusivamente divina ma donatagli per amore nell’atto di creazione.

Pertanto da uomo vivo nel corpo materiale che si muove in uno spazio ed in quel tempo che lui stesso ha imparato a misurare, bisogna giungere ed intendere in linguaggio spirituale a uomo pienamente vivo nella sua volontà, nella sua coscienza, ovvero nello spirito nel tempo ed oltre il tempo.

Una vita dunque non circoscritta solo alla dimensione terrena ma assoluta com’era, com’è e sempre sarà grazie a Dio e nonostante tutto.

Tale aspetto della vita nel tempo rientra nel fenomeno onirico.

Qualche obiezione può profilarsi nell’animo: “altri esseri pur viventi popolano la terra, seguendo un ciclo vitale nella materia simile a quello dell’uomo; hanno o meno lo spirito?” Hanno solo vita nel corpo, mentre quella dell’uomo gode di immense peculiarità a cui si è accennato parlando di volontà e coscienza derivanti proprio dal possedere il patrimonio spirito.

Si provi ad immaginare di poter uscire fuori dal corpo, oppure di non sentirlo addosso, o soltanto provare a stare fermi con gli occhi chiusi per qualche secondo, senza distrazione di rumori: si prova ugualmente sentimento pensando a chi si ama , o ricordando chi si è amato, o sperandolo da chi si vorrebbe amore. Pur immobili si provano dunque sentimenti e pensieri, s’avvertono ricordi. Diversamente avviene nell’attività fisica giornaliera, quando si è in ufficio, si parla con colleghi, si pensa al da fare, si provano ancora sentimenti, o si ricorda improvvisamente un appuntamento dimenticato con la partner, ma non è la stessa cosa: così si è ancora troppo nel corpo ed in compagnia e v’è affanno: non si riesce a “sentire” così lo spirito, anzi lo si sta dimenticando. Invece nella quiete e oltre il mondo con il suo clamore: l’uomo sta con se stesso, sente il suo spirito, quella parte che non muore. Non possono fare ciò altri esseri biologicamente vivi sul pianeta.

In Isaia 31,3, si legge seppur ovviamente in altro contesto : ”L’Egiziano è un uomo non un dio, i suoi cavalli sono carne, non spirito.”

L’’uomo non è un dio, è innegabile, e si intende che ha lo spirito a differenza dei cavalli, e ciò vale anche per tutti gli esseri che non sono persone, perché la parola di Dio è universale, completa, complessa, e senza tempo.

O forse che l’uomo abbia avuto un’evoluzione molto più veloce soltanto rispetto a quella che, ad esempio potrebbero avere le scimmie? Neppure, vale ancora il brano citato.

L’uomo è diverso dagli altri esseri pur viventi poichè ha qualcosa di diverso : ha lo spirito, dono particolare della volontà divina mirato ad un’esistenza suprema, per cui dall’ Inesistenza si trova in quell’Esistenza che va ben al di là della sola pura vita materiale. Vita infinita, primigenia, con vocazione innata ad innamorarsi dell’Amore, a vivere in ben-essere che non è benessere esclusivamente materiale. L’arco vitale terreno ne rappresenta per taluni aspetti preparazione, tirocinio, viatico, ma essenzialmente atto di amore alla Vita.

Ciò sicuramente non è facile. Ciò sicuramente fa parte del sogno. torna su

1.3: le facoltà dell’anima

Se si compendia cuore e mente, coscienza e volontà in quel tutt’uno vitale che sorregge nel corpo materiale l’essere umano, si è vicini a comprendere lo spirito di un uomo quale esistenza peculiare e univoca di creazione divina nel Tempo, evidentemente visibile nel tempo misurato terreno nella particolare personalità di ognuno, evidentemente non visibile nell’eternità quale anima caratterizzata da facoltà diverse per capacità in ognuno ma della stessa natura per tutti.

Lo spirito è l’unica, irriproducibile energia che permette l’esistenza, le attiva e potenzia le facoltà dell’anima e dirige supportandolo il corpo materiale della persona. E’ vita proveniente dalla Vita unica esistente e che pertanto unicamente può darla. Difatti in Esodo 3,14: “ Dio disse a Mosè :” Io sono colui che sono”. Ossia l’ Essere, ossia Dio.

Si intende spesso per vita l’atto del nascere di un individuo che può avvenire notoriamente anche in provetta, trascurando così il primario senso proprio di vita inteso come spirito. La manipolazione di elementi materiali resi vitali da qualcun Altro, cioè rimaneggiamento di materia già viva, preesistente, su cui l’uomo applica il suo sapere, differisce poiché non è creazione di vita pura, dal nulla . L’individuo così nato è sicuramente essere vivente dotato di anima, di spirito e si evolverà con la crescita assumendo propria identità ma che alla scienza non deve assolutamente la vita. Tali mete raggiunte smentiscono e smascherano orgoglio e presunzione per quei traguardi ottenuti ed attuati proprio grazie allo spirito vitale donato e in cui solo può viaggiare la conoscenza.

Non è facile parlare di anima e spirito in vista di giungere al sogno quale manifestazione spirituale tramite riflessione di imperfetta attività dell’anima, senza rischiare in qualche modo di diversificarne la natura o sovrapporla, tendendo a coincidere i due sostantivi. V’è difatti una differenza: lo spirito e l’anima sono della stessa natura ed il primo comprende la seconda, ma la vitalità dello spirito è primigenia, più vicina all’atto di creazione puro e quindi scaturente direttamente da Dio ovvero è vivificazione, essenza, estratto, concentrato di vita; la seconda ne è l’applicazione diretta e diversificata in ognuno di tale energia spirituale ad utilizzo e per finalità di vita terrena volta a quella eterna.

Cleonice Morcaldi nel suo libro ”La mia vita vicino a Padre Pio”[3] pone al Beato di Pietrelcina la seguente domanda: ”Il cuore è parte dell’anima?”; e riceve la risposta: ”L’anima è una. A seconda di come si manifesta le diamo diversi nomi. Se intende: intelligenza. Se ricorda: memoria. Se ama; cuore. E’ una delle sue diverse manifestazioni”. torna su

1.4 : il cuore

A tale manifestazione dell’anima, al cuore, cioè quella capacità spirituale di provare sentimento che gli antichi collocavano e identificavano come sede nel cuore, appartengono il provare, sentire, affetti, slanci, bontà, pietà, gioia, sensibilità, commozione, diremo “ amore”, ovvero sentimenti secondo ben-essere, a somiglianza di Dio. Ed in contrasto ad essi, invidia, gelosia, superbia, orgoglio, concupiscenze ed altro ancora. Poi sconcerto, ansietà, angustia, sofferenza, dispiacere, tristezza e tutte quelle altre emozioni che si provano nella vita.

A volte se ne avvertono nel contempo più d’uno anche contrastanti, non ben distinguibili neppure dalla persona stessa, per cui genericamente nel quotidiano si accenna a “stato d’animo”. Quando per frazione di istante sorgono nella persona impulsi non coscientemente appieno ravvisati allora si tratta di “moti dell’animo”.

Quando un qualche impulso dell’animo, prodotto in sé o ricevuto, causato dall’ambiente esterno, nel suo insistere, viene accolto con atto di volizione dall’uomo, sale di potenza divenendo in tale proseguo, sentimento, pensiero.

Ogni azione eseguita nel corso della vita, ogni fine che un essere umano persegue, ha a monte prima un pensiero, e più su un sentimento promotore, e ancora più in alto ed a ritroso, un moto, un impulso di cuore accolto. Dietro dunque ogni atto concreto, v’è anticipatamente il pensiero di esso, e prima ancora un sentimento, un impulso.

Tale attività del cuore è fondamentale nella costituzione di massima parte di tipi di sogno.

Dal cuore proviene dunque la prima ispirazione di ”pensiero” che passando poi alla mente diviene pensiero razionale vero e proprio, contenente in sé già la proposizione partita dal cuore, e che solo poi la libera volizione porterà l’uomo all’agire o al non-agire, ovvero a mettere in pratica o tentare di realizzare l’atto pensato.

Con il cuore dunque si pensa; infatti in Luca 2,36-38, il vecchio Simeone così profetizza a Maria nella presentazione al tempio di Gesù: ”…sicchè una spada trapasserà la tua anima, affinché vengano svelati i pensieri di molti cuori.”

Si può dire dunque che un impulso d’animo razionalizzato e volontariamente accettato nel cuore, ovvero proposto, pensato, deciso, già è in qualche modo nell’uomo atto allo stato embrionale. La realtà di esso, ovvero l’accadimento seguente posto in essere dall’agire dell’uomo facendolo divenire fatto positivo, ovvero concreto, può risultare subitaneo o tardare, dipendente come di sovente accade da circostanze esterne diverse e dall’opportunità di tempo. Ma dentro l’uomo, nel suo spirito, è già “atto in atto”. Occorre però che la quiescenza della libera volontà sia piena.

Dal libro già citato di Cleonice Morcaldi leggiamo la domanda che ella pone a Padre Pio e la sua risposta: ”Quanti sentimenti impuri mi vengono. Temo di offendere Gesù.” ”Finiscila con queste vane apprensioni. Ricordati che non è il sentimento che costituisce la colpa; ma il consenso a siffatti sentimenti. La sola volontà libera è capace di bene e di male. Ma quando la volontà geme sotto la prova del tentatore e non vuole ciò che gli viene presentato, non solo non vi è colpa, ma vi è virtù.”

L’uomo cioè che accetta, quel che si propone in se stesso.

Accade però che l’adesione della volontà libera sia solitamente parziale, tentenni.

Tale attività incontrando una determinata condizione diviene sempre sogno.

In Matteo 5,28 troviamo: ”Io invece vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, già ha commesso adulterio con essa nel suo cuore.” Cioè sguardo concupiscente di cuore, che giungendo al vaglio della mente è tradotto in pensiero razionale identico ricevendo libero avallo da volontà piena. Solo quest’ultima permette l’indugiare, l’insistere del pensiero, per cui il moto diviene sentimento cosciente e voluto. Invece la volontà spesso è parziale ; ma tale attività comunque non dà salute allo spirito che ovviamente ne risente.

Così si esprime il Concilio Vaticano II °: ”Nell’interno della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, quando occorre dice chiaramente alle orecchie del cuore: fa questo, fuggi quest’altro.” (Gaudium et Spes,17)

Lo spirito non ascoltato di giorno ripete più liberamente il proprio messaggio durante il sonno tramite il sogno. torna su continua....

[1] La Bibbia-Nuovissima versione dai testi originali- Ed. Paoline 1990

[2] Le Confessioni di Sant’Agostino-Classici della Bur- Rizzoli

[3] La mia vita vicino a Padre Pio-Cleonice Morcaldi-Ed.Dehoniane Roma-1997

1.11 : il “castello”e le scissioni intrinseche

Si è parlato finora delle capacità dello spirito umano che principalmente concorrono alla formazione del sogno.

Anche se analizzate separatamente per offrire miglior comprensione, va precisato che nello spirito esse agiscono all’unisono, formando una sola complessa azione spirituale.

Ma l’uomo vive nello spazio e nel tempo, non già come essere assoluto in se stesso e solo. Pertanto in vista di giungere al sogno, per illustrare la dimensione spaziale, si ricorrerà ad una metafora: al “castello”.

Si immagini il sognatore come un castello circondato da fossato valicabile mediante un ponte levatoio. E’ situato in un ampio, grande spazio, in cui sono situati altri, numerosissimi manieri, cioè tante persone, tanti spiriti che vivono sulla terra. Se ci si avvicina ad uno soltanto, sempre restando in metafora, si nota che esso è popolato da un insieme di abitanti che vi vivono, attendendo a se stessi e alla cura del castello, producendo per il proprio fabbisogno nonché per scambiare merce con persone di altri manieri.

Avviene dunque passaggio di prodotti, buoni o cattivi che siano, ovvero materiale spirituale secondo ben-essere o meno, sul ponte levatoio, in entrata, perché ricevuti, in uscita ovvero prodotti all’interno ed inviati all’esterno per essere ricevuti da altri castelli.

La costruzione castello è il corpo del sognatore, il complesso di persone che vi risiedono rappresenta tutte le facoltà del suo spirito.

Esse sono indissolubilmente legate fra di loro, perché da tale unione dipende la loro vita, cioè vita nel tempo ed oltre della persona.

Senza lo spirito il castello risulterebbe disabitato, abbandonato, inerte, deserto, morto seppur esistente.

Lo spazio circostante in cui sono altri manieri va inteso come l’ambiente sociale in cui la persona vive, agisce, opera.

A guardia del castello è preposta una sentinella fungente anche da “direttore di traffico commerciale” : è la volontà dell’uomo, che deve proteggere esercitando controllo diretto su tutto ciò che entra o esce, poiché è responsabile del castello e della vita che vi si svolge all’interno.

La sentinella è coadiuvata da un supervisore anch’esso svolgente funzioni di controllo espressamente sul materiale transitante: è la coscienza.

Essa collabora con la volontà, analizzando, qualificando i prodotti con le proprie capacità; esprime giudizio sul materiale essendo preposta a tale mansione. Ma la volontà ad essa però non è soggetta, ovvero può avallare il giudizio secondo ben-essere della coscienza o meno, e permettere ugualmente il transito.

Essa infatti, pur appartenendo al castello, pur essendo di natura spirituale, pur cointeressata all’armonia in esso, responsabile della vita che vi si svolge, non è subordinata ad alcuna altra capacità in esso presente.

Invia, smista i prodotti per il supervisore-coscienza; può consultarlo o meno; sostenerne il giudizio o meno, ma da sola decide per l’entrata o l’uscita di produzione spirituale.

Quando la volontà è divisa tanto momentaneamente che da tempo, cioè non più univocamente optante per il ben-essere, è distratta o inerte e permette l’entrata o l’uscita d’un prodotto non perfettamente sano sia che se ne avvedi o meno, non riuscendo tantomeno ad effettuare il confronto con la Verità, allora tale prodotto turba l’armonia della vita nel castello e con gli altri.

Tutto ciò accade durante la veglia; ma nottetempo la sentinella-volontà perde molta della sua supremazia, del suo potere imperante legato all’attività fisica, poiché è l’unica che si assopisce.

In tale fase il supervisore-coscienza si riappropria interamente del suo ruolo, rimediando anche ai suoi stessi errori, manifestando la vera natura del prodotto spirituale riflettendo quindi il malsano generare o il malsano subire di una qualche facoltà per prodotto indebito non secondo ben-essere, causato dalla volontà apportante turbativa all’interno.

Da tale tipo di situazione se forte sortiscono sogni di natura molto particolare.

Ulteriormente verso lo specifico: nella veglia la produzione spirituale d’una qualsiasi capacità esclusa sempre la volontà, destinata all’uscita, deve ottenere avallo di coscienza o volontà o almeno di volontà. Ad esempio solo cuore-volontà, o mente-volontà ecc.., ovvero si forma una coppia alleatasi sia per consenso esplicito o per distrazione momentanea e negligente o inerzia che fa uscire il prodotto spirituale verso l’esterno.

Pertanto l’armonia è turbata attivamente.

Quando invece tale prodotto debba entrare nel castello, esso parimenti deve ottenere placet d’ingresso da coscienza e volontà o solo volontà che ha potere univoco di comando nella veglia, o entra indisturbato per scarsa vigilanza, e s’appone sulla capacità spirituale a cui è indirizzata che risulta subente il prodotto ricevuto.

Pertanto l’armonia è turbata passivamente.

L’arco vitale terreno d’una persona è preparazione, prova di fedeltà alla Verità in vista della vita assoluta. Tale fedeltà è continuamente messa alla prova fino all’ultimo istante di vita, per cui ora l’una, ora l’altra, o più d’una capacità spirituale possono risultare in scissione per produzione spirituale propria o ricevuta, a cui può far seguito o meno il risanamento grazie alla Verità tramite volontà.

Da Sant’Agostino si è appreso che quando quest’ultima non è una in se stessa, ma divisa, incompleta, non comandando pienamente, non viene ubbidita pienamente. Si può dire che altrettanto accade ad una o più, facoltà a causa sua, per cui vanno in scissione seppur minima nel loro interno, con in sé generalmente la parte maggiore ancora in sintonia rispetto al ben-essere imperante perché impresso in tutto lo spirito, ed una parte più o meno piccola contraria ad esso.

Tale tipo di situazione è costante nella vita d’ogni individuo, perché la gioia della Verità spesso viene preferita o scambiata inconsapevolmente con il piacere della vanità.

Il sogno riflettendo la vita in spirito d’una persona, riflette il continuo stato di tensione in esso tra Verità e vanità, perché conosce sempre le realtà spirituali nella persona, perché le confronta sempre con la Verità.

Solo la Verità è unica ed indefettibile, cioè Gesù Cristo che tutto conosce, sa già: ”Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: ”Perché pensate così nei vostri cuori?” (Marco 2,8)

Ma con la metafora del castello non si è esaurita tutta la dimensione spaziale dell’uomo, poiché essa oltre che estensione orizzontale ha ordine anche verticale.

Un altro esempio:

si immaginino due corridoi aerei che dal cielo terminano all’interno d’ogni maniero; da uno parte verso l’alto prodotto spirituale dunque in uscita che riceve sostegno di sentinella e supervisore, dall’altro proviene prodotto spirituale ricevuto. Se il prodotto in uscita è buono, è ovvio che se ne riceve ben di più della stessa natura; se da tempo in contrasto al codice e purtroppo accade spesso, ugualmente c’è ricevimento sempre di ben-essere in misura, maniera diversa. Ma sempre giunge un monito, richiamo, consiglio per la vita nel tempo misurato ed oltre perché Dio non abbandona mai nessuno.

Si è cercato di descrivere lo spirito dell’uomo e la sua attività nello spazio; in vista di parlare del sogno va accennato al tempo in cui l’agire dell’uomo si attua e che concorre alla formazione della sua memoria. torna su continua......

1.12 : il tempo dell’anima

Il tempo dell’anima riguarda molto da vicino il fenomeno onirico soprattutto per il tempo “futuro”.

Sant’Agostino afferma: ”Tre sono i tempi: il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro. Queste ultime tre forme esistono nell’anima né vedo possibilità altrove;il presente del passato è la memoria; il presente del presente è l’intuizione diretta, il presente del futuro è l’attesa.”(Libro 11°-capitolo XX°)

Lo spirito dell’uomo contiene in sé, oltre al presente del presente, cioè attimo di cui è cosciente, rendendosene conto, anche gli altri due, passato e futuro, non esistente più l’uno, non ancora l’altro. Cioè memoria con conoscenza acquisita della propria vita e attesa con anticipazione di pensiero. Durante la veglia, nell’attimo presente tale coincidenza, contemporaneità, simultaneità dei tre tempi dell’anima formanti il Tempo, non è recepita coscientemente, ma comunque esiste in essa. Se nella veglia la persona sa d’avere la propria età anagrafica, nel sogno può avere tutte le età passate, la presente, quelle future, ossia può rivedersi più giovane, “conoscersi” da vecchio cioè come spera o crede di diventare.

Nell’anima dell’uomo sulla Terra il tempo vale presente, ma un presente comunque complesso, totale secondo la dimensione terrena, para-assoluto secondo ben-essere.

Prosegue Sant’Agostino: ”In te, o anima mia misuro il tempo. Non disturbarmi; ossia non disturbarmi con il tumulto delle tue impressioni. In te, io affermo misuro il tempo. L’impressione lasciata in te dalle cose passate, quella io misuro come presente, non le cose che passando, ve la lasciarono: è dessa che io misuro quando misuro il tempo. E allora o questo è il tempo, o io non misuro il tempo.” (Libro 11°-capitolo XXVII°)

Ed ancora: ”L’animo attende, presta attenzione, ricorda: in modo che quello che attende, attraverso il suo sviluppo nel presente, passi poi nel ricordo. Chi potrebbe negare che il futuro non esiste ancora? Ma nell’animo vive l’attesa del futuro. Chi potrebbe negare che il passato non esiste più? Ma nell’animo vive la memoria del passato. E chi negherà che il tempo presente manca di estensione perché non è che un punto transeunte. Ma dura l’attenzione attraverso la quale il futuro tende al passato…..avviene in tutta quanta la vita dell’uomo costituita da tante parti quante sono le azioni; avviene nel succedersi di tutte le umane generazioni, le cui parti sono le singole vite degli uomini.” (Libro 11°-capitolo XXVIII°)

Durante la veglia, cioè vita attiva dell’uomo, la percezione, lo si è detto, dei tre tempi dell’anima è offuscata proprio per l’agire di lui; ma essa s’affaccia nella riflessione e meditazione incoraggiata dal silenzio che rende meno difficile avvertire il respiro dell’anima, il suo sussurro, il suo tempo.

Nel sogno invece il grande orologio dell’anima ticchetta silenziosamente su passato, presente, futuro.

In esso la scena onirica si svolge in una sorta di non-tempo, e solo gli avverbi usati nel raccontarla danno l’idea d’un prima e d’un dopo, ma nella stessa indifferentemente, senza la logicità della veglia, possono apparire elementi appartenenti ai tre tempi. Qualche obiezione è probabile riguardo al futuro; ma ancora da Sant’Agostino: ”Perciò quando si dice che si vede il futuro, non si vede il futuro in se stesso, che non esiste ancora, ma si vedono forse cause, indizi già esistenti; non il futuro dunque, ma il presente appare alla nostra vista, e grazie ad esso possono venire preannunziate cose future, e chi predice il futuro le intravede come presenti. Non esiste il futuro, ma si può preannunziarlo dai segni che già esistono e si possono vedere.” (Libro 11°-capitolo XVIII°)

Ed ancora da Qohèlet al 7,14 : ”Nei giorni felici sii lieto, nei giorni del dolore rifletti; gli uni come gli altri vengono da Dio, perché l’uomo non possa sapere mai nulla del proprio futuro.”

Pertanto in riferimento ai sogni e sue presunte e possibili divinazioni riguardanti il futuro del sognatore, si chiarisce che in spirito sono afferrati solo incipienti segni di esso già reali nel presente, seppur non ancora perfettamente sensibili né quindi razionalmente intesi nella veglia, ma comunque contemplati in spirito, riflettuti nel sogno perché avvertiti con il cuore.

Solo alcune manifestazioni oniriche hanno specifica ma non chiaramente comprensibile valenza futura : quelle ricevute dalla dimensione verticale. torna su continua.....

dal capitolo 3°: il sogno

S’intende per sogno quel particolare fenomeno che sortisce in un individuo durante il sonno, caratterizzato da immagini vivide accompagnate da parole,suoni, sensazioni tattili, stimoli fisici in genere, sentimenti e stati d’animo con pensieri realistici, in una miscellanea di scene apparentemente logiche o illogiche, quindi con un senso immediatamente percepibile della scena manifesta o viceversa, formanti microstorie connesse o sconnesse tra loro, o storia con un inizio e una fine ben individuabile.

Il sogno consta di due contenuti: il contenuto manifesto rappresentato dall’insieme delle scene visualizzate dal dormiente; parlare pertanto di contenuto manifesto significa descrivere il sogno stesso.

Altro contenuto è il latente, cioè significato recondito del sogno, ed entrando ulteriormente in specifico si può dire che ne è l’origine.

Come è noto il sogno si manifesta nel dormiente in ogni fase di sonno REM (Rapid Eye Movement), in cui i grandi muscoli della persona sono immobilizzati, atonici ed avviene rapido movimento oculare, come stesse assistendo alla visione d’un film proiettato nella sua mente ad alta velocità di passo pellicolare.

Nonostante tale stato di momentanea immobilità, è possibile che il sognatore interagendo nel sogno, fisicamente riesca a muoversi nel letto, scalciando o alzando un braccio, o parli ad alta voce, e se destato seppur a fatica e di soprassalto immediatamente riferisce che stava sognando.

Il sogno ha sempre funzione benefica: difatti per quelli dello specchio esso ha funzione riflessiva con avviso di riequilibrio spirituale poichè nello spirito del sognatore sono stati immessi nel giorno, giorni precedenti o epoca più remota o rigenerati di continuo, input prodotti o ricevuti caricati d’imprinting esterno o interno, per cui una qualche facoltà o più sono o minacciate di scissione o già divise in se stesse da tempo, causando malessere spirituale.

Il sogno che nottetempo sortisce manifesta il reclamo di quella parte di facoltà che resta soccombente rispetto alla prima cedente verso l’input, sia la soccombente sana o insana, cioè in ben-essere o meno, riflettendo così tanto attestazione di stato sano verso il codice quanto contestazione per stato contrario ad esso.

Il sogno è promosso ed emanato dallo spirito sovrano dell’uomo che sempre riferisce le realtà spirituali, soggettive e relative, conosciute o sconosciute che siano all’uomo nella veglia, al ben-essere insito in lui, impresso ed indelebilmente connaturato.

Quindi all’azione di produzione interna e transito o ricezione interna e transito fa seguito l’espulsione tramite riflessione mascherata del sogno, di quegli input caricati eccessivamente negativi o difettosamente positivi sbilancianti l’equilibrio spirituale ma anche fisico della persona, invitandola a maggior attenzione, stimolandola, incoraggiandola al risanamento di sé nell’ottica di vita nel tempo misurato volta a quella assoluta, cronologicamente, per lo più, come si sono verificati, ossia conservando l’ordine di arrivo d’alloggiamento nello spirito. torna su continua...........

dal capitolo 5°: I “sogni propriamente detti o sogni puri”ed il processo di comprensione per risalita parallela nella memoria .

........ pensare alla struttura del processo di comprensione come quella d’ un binario ferroviario, in cui le due rotaie parallele rappresentano una il contenuto manifesto, l ’altra il contesto reale in cui si sono verificati gli input caricati, uniti dalle traversine che li rappresentano, ossia latente originante di sentimenti e pensieri.

.......pertanto le azioni delineanti il processo di comprensione per risalita nella memoria sono (per i sogni categoria specchio):

- individuare sentimenti e pensieri avvertiti nella fase iniziale del sogno;

- risalire con la memoria al momento del giorno precedente o più immediatamente addietro, quando sono stati avvertiti gli stessi seppur molto più lievemente;

- ricordare cosa si stava facendo in quel momento e collegarlo con gli elementi onirici puri o combinati del manifesto avvalendosi del principio di somiglianza, perché nonostante il mascheramento, qualche elemento onirico resta sempre puro ,cioè miscelato senza travestimento con altri più o meno mascherati, per cui è d’aiuto per riconoscere proprio quel dato momento in cui è scattato l’input caricato;

- procedere similmente per tutte le parti del sogno, ricordando che non v’è da temere neanche se il sogno appare pauroso, poiché dichiara sempre di “..quello che c’è già..”, situazioni del passato ;

- individuare sentimenti e pensieri avvertiti nella scene oniriche;

- non trascurare mai il principio di somiglianza valido tanto per il manifesto che per il latente;

- non bocciare a priori con un “non può essere…”la conclusione raggiunta con la comprensione, perché se compreso esattamente il sogno, “è” quella, e la persona può riconoscerla onestamente nel suo animo;

- individuare quindi le facoltà implicate;

- qualificare le parti, sana e insana secondo ben-essere. Soprattutto per i sogni angosciosi non ignorare l’avviso dello spirito altrimenti non potranno risolversi le situazioni ad essi attinenti;

- decidere liberamente e pienamente se risanare la breccia, vivere meglio la propria spiritualità, la propria vita. continua......

I° tipologia dei sogni dello “specchio” : "sogni non-sogno o sogni impuri”

Cosa sono i :”sogni non-sogno o sogni impuri”

Quali sono:

I ”fratelli siamesi”

Il “ciclope volante”

Il”visto nel sogno quale dejà vu successivo nella realtà”

Il “sogno nel sogno”

”sogno lucido diretto”

”sogno da stimoli fisici primari”

Il”sogno satellite”

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II° tipologia dei sogni dello specchio: ”sogni propriamente detti o sogni puri”

Cosa sono i“sogni propriamente detti o sogni puri”

Quali sono:

I”sogni di scarico”

I”sogni da stimoli carnali o desideri in genere”

“sogno ricorrente”

”sogno ricorrente con styling finale”

”incubo”

Il”sogno con presagio”

L”incontro in spirito”

Tipologia dei sogni dell’extraspecchio

Le visioni oniriche nella Bibbia

Ma attenzione ai”sogni bugiardi”…

Le visioni oniriche dell’uomo comune contemporaneo

Il “sogno con apparizione di defunti”

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capitolo 7°: Ritrovare il sonno

Dormire è un bisogno naturale per l’uomo, ma spesso non si riesce a dormire bene. Tanto il dormire male che l’insonnia sono nocivi alla persona ; il primo è già sintomo che la seconda è prossima. Le cause che instaurano tali precarietà di riposo sono varie e molteplici davvero.

Dell’insonnia, occorre dire subito e relativamente all’aspetto spirituale, che prima che si stabilisca saldamente, c’è sempre una fase di tempo, in cui i segni del suo avvento, pur evidenti, vengono purtroppo sottovalutati, ma non vanno qualificati come tali quegli stati comuni e frequenti quasi in tutti per una qualche situazione incombente, come può esserlo un esame da superare o altra qualsiasi prova che provochi normalmente stato di ansia o cruccio, o assillo che superato riporta la solita tranquillità.

L’insonnia come illustrano le riviste scientifiche, è di vari tipi e dipende dal carattere individuale, tipo di vita condotto, e, complessivamente della situazione spirituale soggettiva, ma in ogni manifestazione d’insonnia rientra sempre la volontà, anche se apparentemente essa sembri tutta a favore del sonno, pertanto su di essa occorre intervenire.

Si comincia con il rinunciare al sonno con volontà sia attiva che passiva , innocuamente, semplicemente, riducendo le ore necessarie ad una salutare dormita, per dedicarsi a vita mondana, siano le classiche ma ripetute serate con gli amici, o per lavoro, tardando per motivi ritenuti legittimi, o per studio, visione televisiva fino a notte inoltrata, e altri motivi simili. Ma ancora si perde sonno anche con totale assenza di motivi plausibili, cioè non riconosciuti dalla persona, incrementando uso di bevande eccitanti, fumo di sigarette, spezie nei cibi, attenzione morbosa a discorsi particolari, a visioni o letture particolari che “penetrano” nello spirito, portando sconvolgimenti ripetuti in esso, turbandolo o, peggio, violentandolo.

Ancora per tormenti quotidiani ripetuti e rigenerati nel tempo che la persona non sa o non può affrontare, almeno così crede come preoccupazioni d’ogni genere da situazioni affettive insicure, insoddisfacenti, rapporti incrinati da tempo nel proprio entourage.

Ed ancora quella che si instaura quando ambiente e vita sembrano in armonia e particolarmente soddisfacenti per cui il motivo è da ricercarsi nell’intimo della persona, cioè stato di desolazione spirituale, nelle sue varie accezioni e denominazioni

Non si dorme anche perché si teme di fare un sogno particolare, si ha terrore dell’incubo ricorrente.

Va detto allora che l’insonnia s’instaura e persiste quando uno qualsiasi di questi o altri non elencati motivi perduranti da tempo, non siano stati annullati o sanati. L’indicazione è che una breccia si è aperta nelle mura del “castello”, si ricordi la metafora, ossia qualcosa sconvolge l’armonia dello spirito.

Conoscere le cause tramite introspezione, qualificare obiettivamente responsabilità, risanare è sempre possibile farlo anche se non facilmente, quantunque l’insonnia sia grave.

Per riguadagnare sonno varrà compiere sempre l’inversione dell’inversione, cioè cambiare quei cambiamenti che sottilmente si sono insinuati nella vita mutandola e soprattutto danneggiandola.

Ciò è possibile per atto di volontà univoco, ritrovando il proprio bioritmo per quanto è possibile, il quale è lo stesso che si aveva da fanciulli anche se con le lievi modifiche connesse all’età adulta, escludendo quelle che pur riconosciute rovinose sono assunte seguendo mode o inseguendo dell’altro ancora.

Ripercorrere fermamente quindi il cammino a ritroso scegliendo ciò che è in ben-essere, senza scoraggiarsi, senza attendere immediatamente dei risultati, senza vittimizzarsi, senza lasciarsi ossessionare dal sonno che non viene, riprendendo le abitudini ad esso confacenti , assecondando naturalmente se stessi, corpo e spirito, vivendo secondo il ritmo della natura, scrollandosi di dosso ogni suggestionante abitudine nociva, aiutandosi con rimedi naturali e perseverando poiché i risultati non sono subito quelli sperati, ed intuendoli quali palliativi si tenta a scartarli dopo appena averli provati. In realtà la loro efficacia si evidenzia con il tempo, quindi occorre insistere facendo sì che divenga una voluta prassi serale e così continuando.

Eliminare inoltre le preoccupazioni con la speranza, non sentendosi abbandonati, nessuno lo è mai completamente, ricordando che nel “castello” vi sono sempre i due corridoi aerei che portano in alto e dall’alto tanto arriva sempre, poichè della dimensione verticale non si usufruisce come si necessita o non abbastanza, nutrendo quindi lo spirito con la gioia che dà il bene, ponendosi in fiduciosa aspettativa, con i sensi dell’uomo interiore vigili, e dalla dimensione orizzontale su ordine della verticale, giungerà quanto è necessario.

Occorre voler dormire, volerlo tenacemente, comandandolo a se stessi nell’anima per il nostro bene. Da bambini si dormiva tranquilli normalmente, non si avevano responsabilità, c’era la sicurezza della protezione dei genitori. Quando l’uomo moderno, ormai adulto ha assunto responsabilità a sua volta, pur può sentirsi inerme rispetto alla vita che teme e perde il sonno. Tale difficoltà di dormire è più comune di quel che si creda, oltremodo antica, lo provano i rimedi come quelli tradizionali della classica conta delle pecore che serve a stornare la mente dall’insidia della preoccupazione, o al suggerimento di avere uno specchio sul comodino e di guardarlo, perché dà l’impressione alla persona di vegliare su se stessa durante il sonno. Va detto invece che è meglio lasciarsi proteggere da Chi davvero può farlo e lo fa, non già supinamente per abitudine e senza convincimenti interiori, ma perché così è effettivamente e vale la pena di sperimentarlo con il tempo. Si è forse dimenticato Dio, il Padre che veglia affettuoso su ogni aspetto della vita dei figli, che vuole interessarsene, aiutarli, ma bisogna chiederglieLo ed attendere fiduciosi. Dio è vivo, è presente, ama, conosce e sa risolvere ogni cosa, ma i suoi tempi non sono i tempi dell’uomo. Da quando gli si chiede aiuto Egli già opera, sono i sensi fisici della persona che non possono afferrare il Suo fare e quelli interiori sono torpidi, perchè la fretta fa urgere e fa travisare, fa disperare, ma bisogna saper aspettare, perseverare, certi che prepara già, sistema con sapienza ogni cosa, senza violentare nessuno, poiché tutti siamo suoi, tutto è suo, e tutto ama. Guiderà, indirizzerà, rinnoverà forze, spianerà ostacoli. Basta aspettare, oltre la nostra cognizione di tempo.

Per concludere in Geremia 33,3 si legge : ”Chiamami ed io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”. Ed al 33,6 : ” Ecco io farò rimarginare la loro ferita, avrò cura e li guarirò; li inonderò con abbondanza di pace e sicurezza. Farò tornare gli esiliati di Giuda e gli esiliati d’Israele e li riedificherò come al principio. Li purificherò da ogni loro iniquità con la quale peccarono contro di me e perdonerò tutte le loro iniquità con le quali si ribellarono a me. E diverrà per me motivo di gioia, di lode e di gloria avanti ad ogni nazione della terra, quando apprenderanno tutto il bene che io procurerò loro; allora temeranno e tremeranno a causa di tutto il bene e di tutta la pace che io procurerò a lei.” Al Salmo 4,9 si legge : ”In pace mi corico e subito mi addormento: tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.” (R.Matera)

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