Diario di bordo impressioni e pensieri sulla ricerca

humberto alexandre

Malerba

se credi ci sia parentela: scrivi. 

 

aggiornamento  in progress 18/04/ 2004 by Raffaella Matera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

familia  MORETTI e Ferrari o Ferrario SAVOIE Genova 24/03/1887 Santos Fonte
Famiglia Zanetti e Ruy  SAVOIE  Genova  24/03/1887 Santos Fonte
Domenico Malerba  SAVOIE

immagine

partita il 25 Febbraio 1887 Genova 24/03/1887 Santos   H.A.Malerba

museo degli immigranti

Gruppo familiare: Donadon (Treviso),  Cartaginese (Venezia), Montini e Bortolato (probabile Treviso) SAVOIE    14/11/1887  Santos Fonte

30/10/2003-Ecco: questi sono alcuni cognomi  che ho trovato sul web delle persone che hanno compiuto il viaggio insieme a Domenico Malerba..Moretti, Ferrari o Ferrario, Zanetti, Ruy, Malerba, Donadon...i componenti maschili sono : Moretti, Zanetti, Malerba, Donadon..su questo file che ho scaricato all'inizio della ricerca e che sottoposi a Humberto Alexandre Malerba trovai questo nome tra le famiglie che fondarono Taiuva nello stato di SP in Brasile..insieme a Moretti, Zanetti, Ferrari e lo stesso Malerba...erano coloni..la ricerca fu sottovalutata..perchè non avevo ancora conosciuto i nomi di altri viaggiatori della Savoie....in questa pagina scriverò, come in un diario tutte le  mie suggestioni, i miei pensieri riguardo alla ricerca..ricordate il trafiletto da "Il Cittadino di Brescia-18-19 febbraio 1887 "? Eccolo:

19-20 Feb.1887.-"La R. Prefettura ci comunica: Da informazioni pervenute per via sicura risulta fuor di dubbio che si sta determinando e preparando una importante emigrazione di contadini alla volta del Brasile.  Le autorità non intendono di porre ostacolo a tale movimento; ma si rammenta agli agenti di emigrazione, regolarmente autorizzati, di non abusare a fini di lucro, della buona fede, dell'ignoranza e della povertà degli emigranti. e poichè avviene di spesso che essi esigono per la loro opera compensi esagerati, o per anticipazioni fatte agli emigrati, interessi eccedenti ogni giusta misura, o compiono altri soprusi, in tali casi gli agenti stessi saranno senz'altro privati della licenza dell'Agenzia pubblica. E siccome avviene pure che gli agenti spediscano comitive di emigranti ad imbarcarsi per la traversata in porti esteri, nei quali bene e spesso o non è pronto il mezzo di imbarco o non sono stati fissati o pagati i posti di passaggio, onde nascono sconci gravissimi, tali spedizioni saranno vietate  e gli esercenti medesimi che opereranno in onta a tale divieto saranno privati senz'altro della licenza dell'Agenzia."

Questa notizia scovata con molta fatica mi ha dato l'abbrivio giusto che Domenico dovesse far parte di questa ondata migratoria..partivano da Genova senza dubbio.. ed infatti così è stato..e inoltre potevano partire proprio in quei giorni perchè il viaggio durava un mese circa..infatti partirono il 25 Febbraio 1887 e sbarcarono il 24 marzo 1887!! Bene, sicuramente il nostro Domenico doveva essere al 99% un settentrionale..ma di dove.....?

La notizia era della prefettura di Brescia e riguardava quindi la provincia di Brescia..certo il territorio provinciale non doveva essere lo stesso che è oggi.. ed inoltre gli agenti dell'immigrazione reperivano gente nel nord..in tutto il nord..ma la notizia del giornale di Brescia mi faceva pensare che la zona gravitava tra Brescia, Bergamo, Treviso e Verona all' 80%..I cognomi trovati dei viaggiatori del 24 /03/1887 sono prettamente settentrionali. 

Si legge:

"Solo per limitarci alle entrate italiane nello Stato di S. Paolo, il Commissariato Generale dell’Emigrazione italiano segnalava che dal 1876 al 1925 vi erano entrati 366.000 veneti, 166.000 campani, 113.000 calabresi, 106.000 lombardi, 93.000 tra abruzzesi e molisani, 81.000 toscani, 60.000 emiliano-romagnoli e 53.000 lucani. A questi numeri vanno aggiunti anche i trentini, attorno alle 10.000 unità, nel 1925 a tutti gli effetti italiani. Vedi Commissariato Generale dell’Emigrazione: Annuario Statistico dell’Emigrazione Italiana dal 1876 al 1925, Roma 1926".

Naturalmente la considerazione va riferita al 1887..I Zanetti e i Ruy, coniugi, sono cognomi che provengono sicuramente da San Zeno della Montagna in provincia di Verona..., ma il cognome Zanetti era presente anche a Agugliara(PD), a Mareno di Piave,, a Concadirame(TV)..I Moretti e i Ferrari o Ferrario li ho trovati insieme a Morbio Inferiore attualmente nel Ticino Italiano (Svizzera) ma comunque appena oltrepassato Como.. E poi a Brescia..complessivamente: San Giacomo di Veglia(TV emigrati in Brasile)Castrezzato(Brescia ed emigrati anche in Brasile),Agugliara(PD), Mareno di Piave,Concadirame(TV), San Zeno della Montagna(Verona), Morbio Inferiore(Ticino-Svizzera)I Donadon..  Veneti soprattutto!

Per non parlare del Cognome della trisnonna di Humberto : il famigerato cognome Coratta..micidiale:.. ci ha dato da penare..non ancora si giunge al termine, ma il più probabile è Corata. La famiglia Corata è originaria di Bergamo nell'antichità..successivamente la si incontra a Monno in provincia di Brescia. La si crede estinta, ma forse solo il ramo monnese, perchè in Val di Scalve nel 1889 un Corata è riportato nella cronaca locale. Val di Scalve e Monno distano pochi chilometri seppur appartenenti a due province diverse, cioè Bergamo e Brescia in Lombardia...Ma non finisce qui: ho trovato traccia del cognome Coratte con la " e" finale nel 1573, sempre a Bergamo.."le tessere del mosaico vanno al posto giusto!"...

1761.0
"Vicario pretorio registro dati in solutum"(1).
1573 gennaio - 1573 dicembre.
Vendite di beni appartenenti ai debitori a beneficio dei creditori disposte dal vicario pretorio Jacopo Cesana, dal giudice alla ragione e dazi Francesco Feramusche, dai consoli di giustizia Leonardo de Passini e Giovanni Francesco de Coratte e dal vicario pretorio in qualità di vicegerente del podestà Zaccaria Contarini.
A c. 1, sottoscrizione di Cristoforo de Suardis fu Ludovico notaio del vicario pretorio.
Registro cart. leg. orig. in cartone ricoperta in pergamena; cc. 80, num. orig.; bianche cc. 65 - 80 .
Segnatura: s. 35, 119
Scheda: 1788

In questa ultima versione Coratte, a cui francamente non avevo pensato ho trovato qualcosa, cioè che era un cognome presente anche in Francia e negli anni in cui anche Domenico Malerba viveva. Era altresì presente anche in Italia nello stesso periodo, e sembra scomparso dall'Italia. Ma esistiva, perchè dalla Fondazione Agnelli, apprendo che 2 persone di cognome Coratte emigrarono in Argentina, nessuna in Brasile.

Eccoli:

 

 

 

 

  • Coratte
  • Giuseppe
  • 41
  • Chefe
  •  
  •  
  •  
  • Maranhão
  • 20/10/1891

 

 

 

 

 

 

 

  • CORATTO
  • GUISEPPE
  • Fratello
  • 23
  • M
  • Celibe/Nubile
  • CARPINTERO
  • CATOLICA
  • SANTOS
  • GAVOUR
  • 01-10-1913
  • Sa
  • Terza
  • CORATTO
  • ELENA
  • Sorella
  • 8
  • F
  • Celibe/Nubile
  •  
  • CATOLICA
  • SANTOS
  • GAVOUR
  • 01-10-1913
  • Sa
  • Terza
e 3 Coratto sempre in Argentina:  
  • Cognome
  • CORATTO
  • Nome
  • DOMENICO
  • Parentela
  • Fratello
  • Età
  • 9
  • Sesso
  • M
  • Stato civile
  • Celibe/Nubile
  • Professione
  •  
  • Religione
  • CATOLICA
  • Porto d'imbarco
  • SANTOS
  • Nave
  • GAVOUR
  • Data d'arrivo
  • 01-10-1913
  • Istruzione
  • Sa
  • Classe
  • Terza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cosa interessante (oltre a notare che la nave è la Cavour e non Gavour) è che i Coratto si sono imbarcati a Santos in Brasile....non c'è il luogo di italiano di nascita, ma erano italiani.

  • Cognome
  • Coratte
  • Nome
  • Gaetano
  • Età
  • 12
  • Parentela
  • Filho
  • Professione
  •  
  • Paese d'origine
  •  
  • Provincia d'origine
  •  
  • Nave
  • Maranhão
  • Data d'arrivo
  • 20/10/1891

 Che dire poi che la traccia più sicura intorno agli anni in cui doveva esistere il padre di Domenico Malerba e cioè Antonio, la sola traccia(1858) trovata proviene da Pianca una frazione di San Giovanni in  Bianco in provincia di Bergamo?? Erano venditori di cianfrusaglie in Svizzera...  

Senza dubbio la ricerca è appassionante! Ormai penso che la partita finale si giochi tra Brescia, Bergamo, Como, Treviso, Verona ex-aequo al 80%...Il resto del nord Italia: beh, può essere, ma al 20 %. Ecco stiamo avvicinandoci al nido dell'aquila..Riusciremo?  

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Negli anni interessati i Malerba esistevano sicuramente al nord Italia in questi luoghi:

Veneto: Castelnuovo Bariano(RO), Rosà(VI), Padova(PD), Rovigo(RO), Mirà(VE),Venezia(VE)

Lombardia: Mantova(MN), Marmirolo(MN), Milano(MI), Limito(MI), Vignate(MI),S. Fermo della Battaglia(CO), Pompilio(MI), Rovelloporro (CO), Bernareggio (MI),Vanzago (MI), Marcaria (MN), Goito (MN), Taino(VA),Vallio(BS)*(presenza storica),Brescia(BS)*(presenza storica), Pianca *presenza storica (ci sono molte località con questo nome al nord, in: San Giovanni Bianco(BG)? oppure a Rivara-To, o, Vendrogno -LE, ancora  Cantiglio- Bg), S. Vittore Olona(MI), Capalbio (CR)..

Piemonte:Trofarello(TO), Traves(TO),Taino(NO)e un po'in tutto il Piemonte ..

Liguria:Genova(GE), S.Teodoro-Portoria(GE)* qui a Portoria_S. Stefano troviamo il cognome Soratta anni 1750 circa, Prato-Genova-Struppa(GE), Senago(GE),Rezzoaglio(loc. I Brugnoni-GE)

Trentino Alto Adige: Borgo(TN)* Torna alla home                          torna a Time-Art

07/11/2003: sono sempre convinta che Domenico sia nato al nord. Gli ultimi riscontri mi fanno intendere che doveva essere giocoforza settentrionale. Certo Domenico deve aver sofferto molto..a volte quando mi sveglio al mattino, ne immagino la storia con tanta verosimiglianza che mi sembra di viverla. Deve aver ascoltato i discorsi di quanti nella sua zona avevano aderito alle promesse degli agenti dell'emigrazione. 

Nella taverna del paese era bell'esposta la lettera di uno che era partito tempo prima. Raccontava meraviglie. Domenico aveva sedici anni, molta fame e molta fantasia, ma non sapeva leggere nè scrivere. Ascoltava quanti discutevano sull'emigrazione e sulla possibilità di stare meglio, di mangiare tutti i giorni, di fare i signori. La fame accende i sogni e fa dimenticare la prudenza..così Domenico aveva cominciato a fantasticare. c'era stata una penosa carestia due anni prima nel nord Italia, poi le alluvioni avevano rovinato ulteriormente quel che era rimasto...di fame ce n' era davvero tanta.. Quella sera erano andati i parenti a casa sua ed alcuni amici di famiglia. Desideravano salutarli..i discorsi furono pieni di enfasi e lui non riusciva a prendere sonno..ancora qualche giorno e tutti si sarebbero trovati a Genova per salire a bordo della "Savoie", una nave maestosa. La "Savoie" invece era una vecchia carretta che nel 1889 sarebbe stata demolita, ma Domenico non lo sapeva. Decise di osare, decise di tentare, decise di chiederlo ai suoi genitori. Lo fece. Sua madre rimase muta dal dolore, il padre tacque pensieroso, Domenico riprese la parola tentando di convincerli. Sarebbe partito con questi, tutti assieme, c'era da star tranquilli perchè era gente semplice e fidata. Il padre diede il suo consenso.. L'indomani la madre di buon mattino impastò la farina e poi mise a cuocere delle pagnotte di pane. Prese del formaggio, alcune braghe di lana, maglie che lei aveva fatto, e preparato due fagotti, stretti da corde...Domenico partì..insieme ai compaesani, come una allegra brigata in gita..non conosceva il suo futuro..

C'era stato un forte terremoto in Liguria, e trovarono uno scenario desolante, morti, feriti, macerie..era una cosa che non avrebbe voluto vedere.. Giunsero al porto dove molta altra gente, giunta prima di loro a Genova, attendeva l'indomani, per partire. La nave era alla fonda, e cigolava sotto la sferza del vento. Domenico si accorse che le sue provviste di cibo si assottigliavano terribilmente in fretta..sperò che potesse mangiare più abbondantemente sulla nave..La situazione era promiscua, e ormai aveva qualche dubbio se partire o meno..Non era più tanto sicuro. Il fascino dell'ignoto era già svanito e lui iniziava a ragionare e sentiva già la mancanza dei suoi genitori e dei suoi fratelli.. Tutti i suoi luoghi gli mancavano tanto, le sue poche cose, il suo cane affettuoso ..si tutto. Sentì che doveva dirlo ai suoi accompagnatori..ricevette una risata in risposta..no, non si poteva tornare indietro. Suo padre aveva firmato per lui, aveva firmato che il costo del viaggio era anticipato dall'agente e che lui, Domenico, doveva restituirne il valore una volta in Brasile..se non partiva toccava a suo padre pagare per un viaggio mai effettuato. Il pensiero lo fece rabbrividire: sapeva la miseria in casa sua e sapeva che non c'erano quei soldi..pianse e si rassegnò a non tornare più..si pentì sempre di più mano a mano che passavano le ore e si avvicinava il buio ed il freddo pungente entrava nelle ossa, nonostante  le baracche di legno approntate sulla banchina..

Non si poteva tornare più indietro..è incredibile, possibile che una persona decida qualcosa e il suo destino sia segnato per sempre? Possibile che si prenda una decisione e non ci sia nessuna marcia indietro..possibile che valga una decisione per tutta la vita, e che il tempo non abbia pietà e non torni su se stesso per dare un'altra possibilità agli esseri umani.. Si acquietò nel sonno.  

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09/11/2003-Oggi mi è giunta una email da José Luiz di Taiuva in Brasile ..Taiuva ricordate??? C'erano dei cognomi di persone che avevano fatto lo stesso viaggio di Domenico Malerba, e c'era anche il cognome Malerba....Bene: da Taiuva, Josè mi scrive che ha contattato i Malerba del luogo ed ha chiesto  se il loro progenitore italiano fosse tal Domenico Malerba..la risposta positiva mi è stata subito comunicata..e penso sia il nostro caro e amato Domenico, perchè il suo cognome è tra i fondatori di Taiuva, oltre 100 anni fa.. seppur si ha notizia di un altro Domenico Malerba emigrato in Brasile nel 1920..33 anni dopo quindi!!! 

Il nostro famoso Domenico invece ebbe numerosi figli e come accade spesso nelle famiglie ed in un paese grande come il Brasile, ci si perde di vista..Attendo con ansia la risposta di José a cui ho chiesto ulteriori conferme..e ne ho partecipato anche Humberto, che nonostante sia superimpegnato  con uno stage, forse troverà il tempo di rispondermi...Non azzardo conclusioni, ma penso che Dio mi stia aiutando.. Torna alla home                          torna a Time-Art

17/11/2003: beh... siamo ancora in attesa dei microfilms dei Mormoni, ormai sono due mesi che aspettiamo. Da Taiuva ancora nessuna notizia.
11/12/2003. arcibeh..!! nessuna notizia nè da Humberto nè da altri..dopo aver setacciato il web, tutto tace ancora.  Mi è sorto un dubbio stamani: ricordando un aneddoto relativo a Domenico Malerba che non riusciva a pronunciare correttamente la lettera "l", tanto che chiamava "Wirma" la nipotina "Wilma", presuppongo che forse anche quando pronunziava Coratta intendesse dire Colatta...Colatta, Colatta...hummm, non esiste attualmente in Italia, ma Colotta si..beh, non intendo ingarbugliare ulteriormente la ricerca, stiamo tentando con il cognome Coratta e Coratta sia, o Coratto( forse davvero questo è il più simile, perchè manca solo la zampina alla "a" finale...
12/12/2002: alcuni paesi lombardi che hanno contribuito massicciamente all'emigrazione: " da Foppolo, Mezzoldo, Olmo al Brembo, Taleggio, Moio dè Calvi, Cassiglio, sarebbe emigrato piu' di un terzo e persino oltre la metà della popolazione...".

Sull'emigrazione veneta in Brasile ho trovato questo appunto di Cazzago Elena:" Il fenomeno emigratorio iniziò negli anni 1875/1876. Diventò un fenomeno di massa dopo il 1887 e raggiunse il suo apice tra gli anni 1888 e 1891 (annata di scarsi rendimenti agricoli). I veneti invece di protestare contro le ingiustizie sociali, preferirono lasciare il paese e imbarcarsi in cerca di buona fortuna. Alcuni tornarono senza denaro, altri invece si stabilirono nella loro nuova patria. Per ottenere il passaporto per partire, gli emigranti dovevano aver fatto il servizio militare e avere un certificato di buona condotta rilasciato dalla autorità comunale. Non fu possibile calcolare esattamente il numero dei partenti, poiché l'emigrante, anche per sfuggire alla martellante campagna di dissuasione delle autorità, spesso non riferiva dove andava e per quanto tempo...Nel flusso migratorio il Veneto anticipò anche l'Italia meridionale. A seguito della grave crisi del 1875 che provocò un calo della richiesta di mano d'opera in Austria, Ungheria e Germania, i veneti iniziarono a guardare all'America del Sud, mentre i nostri meridionali optarono per gli Stati Uniti. Nella scelta della meta, molto importante fu il ruolo svolto dalle compagnie di navigazione (specialmente le liguri). Queste compagnie vendevano nelle piazze e nei mercati la "illusione di una nuova e migliore vita". Nelle taverne si leggevano le lettere dei primi emigranti che esortavano a partire verso la terra promessa...Gli abitanti del Veneto partivano con tutta la famiglia su carri trascinati da buoi per sottrarsi alla tirannia dei "siori". Per pagarsi il viaggio, vendevano tutto ciò che avevano. Andavano alla stazione di Treviso e da lì in treno andavano a Genova. Molti, spinti dalla fame, partivano senza documenti, però venivano immediatamente rimpatriati. I veneti, che erano contadini da molto tempo, erano lavoratori indifesi e sottomessi. Per questo motivo si anticipava il costo del biglietto a coloro che non potevano pagarselo, autorizzando così gli abusi dei padroni che si facevano rimborsare il biglietto con la maggior parte del salario dell'emigrante. Gli emigranti erano tenuti in queste immense aziende agricole dove non potevano comunicare con gli altri ed erano obbligati a comprare le loro necessità dai padroni a prezzi eccessivi....

Coloro che partivano potevano avere una moratoria per i propri debiti e l'esenzione dal servizio militare. Chi partiva evitava anche di combattere in Africa. Subito dopo la liberazione del Veneto dal dominio austriaco (nel 1886) il Veneto si trovò a competere con la vicina e avanzata Lombardia. Dal 1887 a 1897 il flusso emigratorio raggiunse il suo apice (le Americhe furono la meta del 90% delle emigrazioni di questo periodo). Si calcola che emigrarono oltre 23 milioni di italiani....".

16/12/2003-"Mi punge vaghezza..." infatti, dopo aver ripreso energie dalla email di Humberto (finalmente...!), e continuando a cercare come sempre, mi è venuta l'idea di sbirciare l'elenco telefonico brasiliano, quello di Sao Paulo per la precisione. Ho inserito il cognome CORATO,avendo la traccia di un emigrante originario di Treviso emigrato nel 1896 in Brasile  nonchè di un altro (Edoardo Corato) originario di Montebello Vicentino(VI). Bene, che sorpresa: la schermata relativa agli utenti con cognome Corato, offriva anche CoraTto, CoRRato, CUraTTo oltre che Corato appunto... e se in realtà fosse proprio Corato....? Nel nord erano sicuramente presenti oltre che a Treviso, a Nogarole( non so se Rocca -VR o Vicentino-VI), ad Arzignano-Vi, Caltrano-VI, Bagnara di Romagna-Ra....
  • Ergo: in Brasile non fanno nessuna differenza alle consonanti doppie della lingua italiana....
  • Ergo bis: il cognome CoraTTo proviene dal cognome Corato come in Italia esistono entrambi, ma con maggioranza del secondo perchè è l'originale, mentre il primo ne è una deformazione...  
17/01/2004:- La prima impressione del nuovo anno: calma piatta!! Piatta ma non troppo, oggi mi ha gentilmente risposto l'associazione emigrati coneglianesi in sudamerica. Fra le altre cose, è incoraggiante una risposta! Inoltre mi ha suggerito la possibilità che il cognome (il famoso cognome Coratta) in realtà potrebbe essere Corazza...beh potrebbe essere. In Brasile un Corazza emigrato proveniva dalla provincia di Treviso..io sono quasi sicura al 100% che il nostro Domenico Malerba sia veneto...Dai Malerba di Taiuva abbiamo appreso che il progenitore era di Isernia, emigrato successivamente al nostro Domenico, quindi possiamo abbandonare la traccia Taiuva. Ma fra i suggerimenti che giungono o che mi vengono, sul cognome della bisnonna ex-equo di probabilità al 80% : Coratto(manca solo la zampetta finale della "a") e Caratta(qui ce n'è una di troppo alla prima "a")...seguono Corato e via dicendo... Torna alla home  torna a Time-Art se credi ci sia una parentela: scrivi. 
03/02/2004:- "Nessuna nuova buona nuova"..proverbio italiano che non vale in questa ricerca, infatti non ci sono novità..(!) Ormai è precisamente un anno che ho iniziato questa ricerca, lavorandovi anche 6 ore al giorno.

04/02/2004:-beh, stamani ho letto sul web qualcosa di interessante ..precisamente sulla famiglia Pozzobon proveniente da Giavera del Montello(TV),emigrata in Brasile alla stessa epoca del nostro Domenico Malerba. Si legge che una filiale per l' emigrazione italiana in Brasile era attiva già nel 1887 forse a Genova:"O passaporte foi emitido em 20/09/1888, na cidade de Treviso. Esse passaporte recebeu um carimbo, na parte de trás, da Sociedade Promotora de Imigração de São Paulo. Foi provavelmente no dia 10/10/1888, quando lhe foi indicado o vapor (Carlo R), o número de ordem, e o número de chamada. Estaria já em Gênova? Provavelmente, pois nessa época já existia uma filial da Sociedade Promotora de Imigração naquela cidade, aberta em 1887. Mas certamente estava no dia 19/10/1888, quando recebeu o visto do Consulado Geral do Império do Brasil em Gênova no passaporte e na comunicação de mudança de domicílio....A viagem foi marcada para 22 de outubro de 1885. Saíram três e meia da tarde. Viajaram de trem, passando por Castelfranco, fazendo uma parada em Vicenza, onde chegaram às sete da noite. Dali o trem partiu para Verona, onde chegou meia-noite, atingindo Bréscia ao amanhecer. Às cinco da tarde o trem entrou em Milão. Pernoitaram ali, sem dinheiro para pagar hotéis, pagaram algumas liras somente pelo teto. Chegaram a Gênova ao meio-dia. ......Agora é preciso retroceder um pouco e informar o leitor de que os vapores que transportavam os emigrantes não eram todos da marinha mercante italiana, mas, a maior parte, de nacionalidade estrangeira, especialmente franceses, austríacos, alemães, ingleses. ... A Itália, naquele tempo, tinha pouquíssimos navios de longo curso." Ed ancora Treviso torna all'attenzione come si legge su questo sito:"Durante os últimos anos da década de 1880, agentes do Brasil pululavam em Veneza e outras partes do Vale do Pó, estimulando “uma espécie de febre”, que levaria inúmeros trabalhadores agrícolas a partirem para o Brasil, na “esperança de lá encontrarem a terra prometida”, como escreveram os funcionários italianos de Treviso1. Alguns desses candidatos à emigração até viajaram a pé, cruzando a maior parte do norte da Itália sob um rigoroso inverno, para tomar os navios que em Gênova prometiam passagens grátis para Santos." . Ho un dato interessante: nel 1887 dall'Italia partirono esattamente 40157 persone, di cui 32112 spontanei entrati a Santos-Sao Paulo..Sarebbe interessante scoprire qualcosa su questi dati:

Brazil. Diretoria Geral de Estadistica. Recenseamento Geral da Republica dos Estados Unidos do Brasil em 31 de Dezembro de 1890. Rio de Janeiro: Imprenta Leuzinger, 1895

Butler Microform Reading Room, F 9156

Brazil. Diretoria Geral de Estadistica. Sexo, Raca e Estado Civil, Nacionalidade, Filiacao, Culto e Analphabetismo da Populacao Recenseada en 31 de Dezembro de 1890. Rio de Janeiro: Officina de Estadistica, 1898.

Butler Microform Reading Room, F 1669

Vedremo....
08/02/2004:-Continuando su quanto detto sopra, a proposito degli agenti di emigrazione, ho trovato una cvosa interessante nell'archivio del Comune di Tavernola, Cart.6,fasc.1-14, anni 1891-1897;Titolo 18 Pubblica Sicurezza; Sottotitolo 21 Emigrazione. Si legge:" Notizie sull'emigrazione tratte a stampa dal Bollettino del Ministero degli affari esteri per i mesi di giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre 1897; carteggio sul ricorso al Pretore di Sarnico di Amadio Foresti fu Tomaso falegname, per il recupero di una somma di  154 lire pagate al sub agente per l'emigrazione per l'imbarco sulla nave della Società Trasporti Marittimi a Vapore di Genova che invece avrebbe dovuto riscuotere solo una caparra di 30 lire, essendo subagente dell'agente marittimo Gavetti il quale dovette pagare 4 giorni di pernottamento ad Amadio Foresti all'Albergo Europa di genova con ricorsi e lettere del sindaco e della società marittima; licenza di subagente di emigrazione di Angelo Foresti fu Pietro; circolare sul consenso all'emigrazione dei minorenni poveri; missiva del capostazione di paratico per chiedere al sindaco di Tavernola di essere avvisato 24 ore prima della partenza di gruppi di emigranti che superano la ventina di unità per potere predisporre le vetture necessarie al trasporto (la lettera è intestata Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, con sede a Firenze per l'esercizio della Rete Adriatica); rilascio di passaporti.". Questo stralcio fa comprendere molte cose..e certamente la cosa più interessante è che esisteva una circolare sull'emigrazione dei minorenni poveri..penso che fosse il caso del nostro Domenico Malerba; seconda cosa il rilascio dei passaporti....beh ho allargato le mie cognizioni, per capire meglio il fenomeno, ma di Domenico Malerba ancora nessuna traccia....

Ed ancora da un articolo di Francesco Jori intitolato " Con la fame, in fuga dal Veneto" si apprende: "...c'è un rapporto prefettizio dell'epoca che indica la causa prima cui imputare tale esodo massiccio: essa va individuata << nei mancati raccolti, fatto per cui, stante la deficienza dei lavori, moltissimi braccianti colle intere famiglie, nonchè diversi piccoli fittavoli si allontanano dalla loro patria attratti da miraggi ed eldoradi, che per loro tarderanno forse a realizzarsi >>. e' una fotografia che si può ricondurre alla più ampia mappa tracciata dalla già ricordata inchiesta Jacini, commissionata dal senato per sondare lo stato dell'economia agricola e della società rurale in Italia. ... ne escono ben documentate le forti sperequazioni sociali, l'insufficienza dell'alimentazione, la pesantezza dei carichi di lavoro(fino a 14 ore giornaliere), l'inabilità delle case contadine la mancanza di igiene anche nelle forme più elementari..... E' in questo contesto che si diffonde nelle campagne venete il mito della "Merica", vera e propria terra promessa dove si spera di poter imprimere una svolta all'esistenza propria e della famiglia. lo dice chiaro e tondo, d'altra parte, una lettera che l'allora Sindaco di belluno indirizza nel 1882 al prefetto:<< E' assolutamente e unicamente la miseria a promuovere l'emigrazione>>. così nell'ultimo quarto di secolo dell'Ottocento il veneto perde il 15% della sua popolazione: una percentuale media, che raddoppia in quasi tutto il Polesine e nella fascia delle Basse. Quasi tutti coloro che lasciano la regione per recarsi in << Merica>> sono contadini: piccoli proprietari o fittavoli, mezzadri, braccianti, che hanno come meta in particolare appunto il Brasile e l'Argentina. Una scelta dovuta al lavoro svolto dai cosiddetti << agenti di emigrazione >> che agiscono per conto dei governi sudamericani. emilio Franzina il principale studioso del fenomeno, ricorda quanto sia stata importante ad esempio l'opera (<< capillare e diuturna>>) di tale Clodomiro De Bernardis per indurre i contadini delle zone di Bassano, Marostica, Feltre, Belluno, Asolo, Valdobbiadenne a intraprendere la via del Brasile.

Così nel distretto di Rio Grande do Sul arrivano ogni anno dai 6000 ai 7000 italiani, in larga provenienza veneti, tanto da dar vita alla nuova colonia di Guaporè, mentre nella parte meridionale di santa catarina sorge la colonia i Nova venezia, e nel Paranà viene fondata Bella Vista. Alcuni degli emigranti, dopo un primo insediamento, si spingono all'interno per colonizzare nuove terre, divenendone proprietari; altri trovano posto come braccianti nelle"fazendas£ degli stati di Minas Gerais, Espirito Santo, Rio, San Paolo. Il lavoratore veneto, d'altra parte, è apprezzato e ricercato, visto che come documenta una relazione di fine Ottocento lo si considera <<instancabile, tranquillo, docile, remissivo, morigerato, poco esigente, difficilmente sindacalizzabile, restio all'organizzazione a fini di resistenza e di rivolta >>. E un rapporto consolare dell'epoca riferisce:<< assai raramente si lascia spingere sulla via dell'insubordinazione, dello sciopero, del malcontento e di tutte lor conseguenze. e se proprio non è dotato di grande sveglianza d'ingegno o se manca completamente d'istruzione, è però laborioso, sobrio, onesto, tranquillo. E' veramente ammirevole la stoica filosofia con cui sopporta le privazioni, i disagi, le fatiche, la miseria; non si lagna mai, ed è al colmo della felicità quando ha potuto assicurarsi, anche con una meschinissima paga, che non morirà di fame. Paziente e rispettoso, solo alle volte si ribella contro i soprusi e le prepotenze, ma bastano poche parole per ricondurlo a miti sentimenti di concordia>>. Governi e compagnie, facendo leva su qyueste caratteristiche, mettono così in atto vere e proprie camapgne promozionali per attingere al serbatoio veneto, fornendo viaggi gratuiti, premi in denaro prima della partenza, regali in strumenti ed utensili, messa a disposizione in loco di case e terreni, alloggio e mantenimento in vari tipi di asilo. Il Brasile in particolare, d'altra parte, ha bisogno di importare mano d'opera dall'estero. In quegli anni, la cosiddetta "legge del ventre libero" ha dato la libertà ai nati da schiava da quel momento in poi; ed è del 1888 l'abolizione totale della schiavitù. C'è bisogno dunque di braccia. Così società colonizzatrici e compagnie di navigazione, fiutando l'affare, si gettano a capofitto nel nuyovo business. E' proprio in questo contesto che nasce la figura dell'<< agente di colonizzazione>> descritta da Franzina: è lui a battere le campagne venete in cerca di famiglie schiacciate dal peso dei debiti, prospettando miraggi di facili guadagni; è lui a dare una mano al contadino nelle pratiche, procurandogli il passaporto e il nulla-osta delle autorità militari; è lui a ottenere il viaggio semigratuito fino al porto di imbarco. Nel 1888, il ministero dell'agricoltura, industria e commercio conduce una capillare indagine sul fenomeno, provincia per provincia: ne risulta in particolare il ruolo di un'agenzia di Genova che riesce ad essere presente in tutto il Veneto, affiggendo manifesti che riportano gli orari delle partenze dei piroscafi per Santos e Rio de Janeiro, e distribuiendo opuscoli in cui in particolare lo stato brasiliano di San Paolo  viene dipinto come un piccolo paradiso; il tutto supportato dall'azione dei propagandisti che battono a tappeto i singoli paesi specie nei giorni di fiera e di mercato. Così si innsesca uel fglusso che dissanguerà la regione, tra speranze e disincanti:<< Andaremo in Merica/ in tel bel Brasil/ e qua i noistri siori/ lavorà la tera col badil>>. Ma una poesia dell'epoca la  mette in termini più brutali e realistici:<< Crepà la vaca che dasea el formajo/morta la dona a partorir 'na fiola/protestà le cambiali dal notaio/una festa, saradì a l'ostaria/con un gran pugnoi batù sora la tola:/Porca Italia, i bastiema: 'ndemo via>>. Ma la speranza di migliorare le proprie condizioni di vita e di essere di aiuto alla famiglia rimasta in patria si rivela quasi sempre illusoria. molti tentano di tornare in Italia a qualsiasi costo, scappando dalle aziende in cui vengono impiegati: al punto che, per bloccare questo autentico controesodo, diversi proprietari brasiliani sequestrano le mogli e i bambini degli emigranti che vogliono andarsene, come garanzia per i viveri anticipati: Padre Pietro Colbacchini, un missionario scalabriniano nativo di Bassano che in quegli anni lavora con i nostri emigranti in Brasile, racconta in una sua memoria: << In non poche fazendas i coloni, come gli antichi schiavi che sono venuti a sostituire, non possono mai uscire dai possedimenti del padrone. Non si permettono visite di parenti o amici dimoranti in altre fazendas; è proibito di spostarsi alla chiesa anche nei giorni di festa, per non trovarsi a contatto coi loro connazionali; ed è perfino sorvegliata la loro corrispondenza postale. così quei meschini vengono a trovarsi affatto separati da ogni civile consorzio, ignari di ciò che avviene altrove; e spesse volte, abbrutiti dall'acquavite, inconsci dei loro diritti, finiscono per adattarsi, con una specie di fatalismo, alla loro triste sorte >>. Qualche anno più tardi, le grandi crisi di sovraproduzione del caffè in Brasile. e il crollo del  prezzo del prodotto sul mercato internazionale, provocano un forte flusso di rimpatri. e i rapporti sanitari stesi dai medici che visitano gli emigranti di ritorno in Italia spiegano bene in quali condizioni si trovino:<< Molti sono i malati.. E chi abbia vaghezza di soffermarsi sulle banchine dei nostri porti all'arrivo dei piroscafi transatlantici, non stenterà molto a identificare queste mute e scarne falangi di tubercolotici, di luetici, di alcolizzati, di tramatosi. esausti dall'incessante lavoro delle fondazioni e delle miniere, anemizzati, intristiti e già quasi spenti vengono restituiti a noi, zavorra inutile e pericolosa, per popolare i patrii cimiteri, non senza aver prima prodigamente e inconsapevolmente disseminato nell'ambiente familiare e dei vicini i più tristi  contagi>>." Beh che dire..povera gente, dalla padella nella brace...penso che qualcosa di simile sia successo anche a Domenico..ora mi spiego perchè non esiste l'atto di matrimonio ufficiale in chiesa, e nè nel comune brasiliano, ma Domenico si sposò in fazenda con la sua Pedra, insieme ad altri emigranti sposi in quel giorno, praticamente ci fu una cerimonia cumulativa come mi ha spiegato Humberto..se pure ci fu davvero una cerimonia....  Beh, non tutte le opinioni comunque sono concordi, anche in riferimento al Padre Pietro Colbacchini, per chi ha voglia di  saperne di più    visiti questo sito  ........Torna alla home  torna a Time-Art

26/02/2004:-Nei giorni scorsi ho trovato qualcosa che mi ha dato da pensare... I Malerba listati presso l'Hospedaria dos Imigrantes sono questi: di costoro solo del II° Domenico Malerba conosciamo l'origine(Isernia), gli altri sono sconosciuti, o perlomeno sicuramente uno proviene da Castelnovo Bariano(Rovigo) e un altro da Taino..negli anni dell'emigrazione (prima del 1895) ho trovato che sicuramente c'era una Belmira Malerba coniugata Zanoni e nel 1948 un Ezio Malerba, probabilmente figlio di uno della lista...bene, ho cercato ancora su LSD(Mormoni) i Malerba in Brasile, non che non lo avessi fatto anche prima miriadi di volte, ma questa volta ho controllato un'altra cosa: a proposito di un Angelo Malerba, scopro che era figlio di un Giambattista Malerba, come ce n'è anche sulla lista, e Giobatta è un diminutivo di Giambattista. Bene questo Giambattista era sposato ad una Maria Pergosima(cognome inesistentissimo). Angelo, figlio di Giambattista, sposa Maria Barbon nel 1893 a Campinas. Eccomi così giunta al cognome Barbon..ebbe diversi figli: Mario, Celeste, Leonilda. provo a cercare Maria Barbon ancora su LSD, sperando che non sia un'omonima, essa risulta in effetti nata in Italia nel 1872, ma figlia di Giuseppe Barbon nato a Campinas. Strano. Giuseppe Barbon aveva sposato giovanna Mestrinelli o Mestrinel di Mantova. Dalla coppia e questo è INTERESSANTE, nacquero 3 figli sicuramente, di cui Luigi Barbon che risulta nato a TREVISO. Cosa voglio dimostrare con questo? Che se Angelo Malerba sposa la Barbon Maria, luogo di nascita sconosciuto, e Maria aveva altri fratelli(Amalia, Luigi, Isidoro) e solo per Luigi c'è scritto nato a Treviso, è logico presupporre che anche Maria Barbon fosse nata a Treviso. E poichè gli emigranti tendono a raggrupparsi per luogo di origine, come è successo, fondando anche città in Brasile che riportano il luogo di origine, probabilmente si coniugavano con persone originarie dello stesso luogo..Forse c'erano davvero i Malerba a Treviso intorno al 1880/1890..Il cognome Barbon era presente anche a Rio di San Martino-Scorzè(VE), San Vito di Valdobbiadene, Spresiano(TV), Villorba(TV)e Treviso.

Dunque, riassumendo,COMUNQUE SIA, con tutti i SE e i MA del caso, al cognome Malerba in Brasile, riferitivamente agli anni 1880/1890, tale cognome Malerba è associato a : ZANONI, BARBON, ea cui aggiungo non per affinità di famiglia, ma per medesimo viaggio sulla Savoie, i cognomi: MORETTI; FERRARI o FERRARIO, ZANETTI, RUY. Perchè questi pensieri? Perchè tento di circoscrivere l'area degli emigranti di quegli anni in cui è partito il nostro Domenico Malerba! Ho provato a fare un'altra manche di ricerca, ossia cercando dove questi cognomi siano in qualche forma collegati in Brasile nell'emigrazione. Belmira Malerba stava ad ITATIBA, Ezio Malerba a FOLHA, Angelo Malerba a Campinas, il nostro Domenico inizialmente andò a SAO CARLOS, ma i dati si riferiscono al 1897, dove è stato prima nessuno lo sa... Tornando ai cognomi associati ecco che a NOVA BRESCIA trovo diversi emigranti italiani che da un posto iniziale si spostarono ad un altro e trovo i cognomi Zanoni, Moretti, e per di più come cognomi simili  al famigerato Coratta(madre di Domenico Malerba) trovo: Ceratti e Ongaratto(realmente Ongarato in Italia provenienti da Castelfranco Veneto sicuramente, Castel di Godego e Riese, tutti in provincia di Treviso, nonchè un paese chimato Vala(? c'è qualcosa di simile a Corteno Golgi provincia di Brescia) e Castelfranco di Udine?Poi ricordiamo il famoso Corato che emigrò proveniente da Treviso...

Risultato: i Malerba esistevano a Treviso; i Corato o similare esistevano a Treviso, i Ceratti e Ongarato sia nella zona di Brescia che nella provincia di Treviso..non mi sposto da queste considerazioni... e non dimentichiamo il comunicato del 19/20 Febbraio 1887 sull'ondata emigratoria zona Brescia e province venete limitrofe...

27-02/2004:- Casualmente ho ritrovato un appunto di mesi fa..una 
  1. Iraci Pazinatto Coratto in Brasile; 
  2. inoltre una Maria Corato nata nel 1870, luogo sconosciuto, ma in Italia, che sposa Joao Bentim nel 1891, il matrimonio è avvenuto in Italia; Joao è nato nel 1866 anche in Italia. Dicono loro..mah..Cosa c'entra questo? C'entra perchè, se vado a spulciare sui Mormoni LSD relativamente al :
  3. cognome Bentim in Italia, ritrovo sempre e soltanto Joao Bentim. Ma Bentim in Italia non esiste, si capisce che è un cognome portoghese, brasiliano..
  4. Faccio la stessa cosa con Pazinatto in Italia, ovviamente non esiste..
  5. allora Pazinatto in Brasile e ritrovo la mia Iraci Pazinatto Coratto(avevo notizie da un sito francese che una Coratto Catherine certo Dal Medico..) e un Angela Coratto...Chi ha portato questo cognome in Brasile? So che non fanno alcuna differenza tra Coratto, Corato, Corrato etc..scrivono come lo sentono pronunziare e lo riportano nella loro lingua.. 
  6. Bene.. stessa cosa con i Bentim in Brasile e vediamo se c'è qualche collegamento con questi cognomi..Trovo una sfilza di Bentim in Sao Carlos, la stessa città dove abitò Domenico Malerba..E gli italiani all'estero tendono sempre ad aggrupparsi per luogo di origine e destinazione..Allora devo ricordare dove avevo trovato i Corato presenti come cognome negli anni che mi interessano: nel nord erano sicuramente presenti oltre che a Treviso, a Nogarole( non so se Rocca -VR o Vicentino-VI), ad Arzignano-Vi, Caltrano-VI, Bagnara di Romagna-Ra.... a cui si aggiunge Pianezze di Arcugnano(Arcugnano Vicenza);

Sono costretta a procedere a tentoni perchè l'unica traccia di un Corato in Brasile è quella relativa al Corato di Treviso che emigrò come ho ricordato..ma la presenza è predominante su Vicenza area..Vediamo i Pasinato(e non Pazinatto che non esiste in Italia) e vediamo i Dal Medico da che zona provengono:

  1. su LSD  trovo i Pasinato nella zona di Vicenza(Quinto Vicentino e Bassano del Grappa).
  2. i Dal Medico non su LSD, ma altrove scopro che c'erano negli anni interessati sicuramente a Vicenza, Monsè(Vicenza), Valdagno(VI), Venezia e Trissino pure in provincia di Vicenza..
  3. Ma guardate qui c'è Maria Pazinatto coniugata a un Dalvi: i Dalvi provenivano da TREVISO..giunsero in Brasile il 27  dicembre 1888. Se si osserva l'albero genealogico della famiglia Dalvi si intravede l'esigenza di sposarsi con persone italiane e con cognomi veneti.. e la cosa era diffusa, basta dare un'occhiata qui   ....Forse anche Maria Pazinatto(Pasinato) era di origini venete, forse(beh i "forse" appartengono alla ricerca!)c'è un filo conduttore che gira verso Treviso e Vicenza..Ma c'è di più: I Pazinatto li troviamo anche qui, assieme al cognome Zanoni, Ferrari. Ecco l'elenco degli emigrati italiani a Herval D'Oeste: Quem desejar falar a respeito do povoamento e da evolução do município, não pode deixar de citar os sobrenomes das seguintes famílias: Ruas, Saraiva, Dalla Costa, Dariva, Nodari, Primo, Mascarello, Cristófolli, Pedrini, Arcari, Lovatto, Rupp, De Carli, Pagnoncelli, Dal Ré, Dri, Paludo, Thomaz, Zanelatto, Menegotto, Dal'Oglio, Danielli, Foppa, Cavalli, Ferrari, Massignan, Zanella, Oliveira, Pasqualini, Pozzobon, Bonatto, Schneider, Galvão, Fabrin, D'Agostini, Grotto, Fardo, Valmorbida, Vardânega, Chiamulera, Brandalise, Brun, Melo, Biolchi, Bezerra, Ortiz, Argenton, Giusti, Moreira, Soares, Strapassolla, Barbieri, Luvison, Perotto, Marcon, Tortatto, Remor, Fuganti, Schiavini, Matiuz, Dalvesco, Manfredini, Piccinin, Klein, Russowski, Parissenti, Grigolo, Campagnollo, Bittencourt, Pivetta, Novello, Paza, Zampieri, Possamai, Fuga, Barbizan, Dalsasso, Matias, Kalinoski, Sabei, Castaldello, Volpato, Martini, Zancanaro, Vendramini, Pazinatto, Hack, Mantovani, Dal'Toé, Tanello, Gemelli, Antonelli, Baldissera, Nogara, Spinatto, Spinello, Vaccari, Dambrowski, Blumberg, Vieiro, Chillemi, Filipini, Roveda, Comin, Gasparetto, Trentin, Carvalho, Bonamigo, Stechinski, Dalla Lana, Angeli, Zulian, Tosatti, Guindani, Toscan, Bahú, Toigon, Zanoni, Menoncin, Morosini, Paiva, Lorini, Parize, Andretta, Andres, Perondi, Vendrame, Mignoni, Wright, Trizotto, Festa, Di Domenico, Grando, Parizotto, Vivas, Flores, Bilibio, Ferronatto, Zanella, De Patta, Munaretto, Bombassaro, Tratsck, Daltivo, Matiollo, Polatti, Mattei, Perotto, Fontana, Romagna, Romanini, Turcatel, Festugatto, Belló, Beltrami, Radavelli, Stradiotto, Fiorin, Fedatto, Meneghini, Rauen, Burlin, Boldrin, Arenhart, Merlo, Kempa, Hommerding, Vivan, Dall Vecchia, Parolin, Kuster, Girardi, Ramella, Leduc, Anzanello, Pontin.

Beh lo so che è un teorema..ma non è male, dopo tanto elucubrare sul probabile cognome, considerando che Corrata non può essere, i Corata ormai non esistono e inoltre potrebbe anche trattarsi di Corato in riferimento a Val di Scalve, visto che parliamo di articoli di giornali, e considerando che dopo mesi la situazione non si è sbloccata, provo, dico provo a tastare con Corato e/o Coratto. La cosa essenziale è che l'area è sicuramente il VENETO...

Riguardo poi alla moglie di Domenico Malerba si sono sposati a Sao Carlos, San Paolo, BRASILE, 23/10/1897, Pedra (Pera) Ruvia (Rubio) Alien (anni 19) figlia di Juan (Joao) Rubio Martins e Maria Alle (Agen). Tra parentesi sono i cognomi presunti su altri atti brasiliani..(!). Bene, Ruvia non esiste, Rubio esiste; Agen non esiste, Alle: solo due records e quindi è un errore di trascrizione, ma esiste Allen..; Martins esiste e questi cognomi sono presenti nella zona di Sao Paulo e precisamente a Santos..

Mi incuriosisce il cognome Tortatto.. faccio un'indagine e scopro che  è collegato qui  trovo  i Tortatto(in Italia non esiste), trovo i Martins, e trovo "CARRETA" probabilmente Carretta..l'area del cognome della famiglia Gioppo è Veneto!! Ho inviato loro una email, spero rispondano con le info richieste.

Sono certa: Domenico è veneto.

28-02-2004: Proviamo a fare un riasunto per riordinare le idee, cominciando da dove sicuramente erano presenti  come prima opzione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altra nota da tenere a mente i Malerba di Isernia, e a Isernia troviamo anche il cognome Corrado...non desidero tralasciare nulla..ho scritto al Comune in data 04/04/2004
Ricerca iniziale
  1. all'inizio mi documentai sul cognome Malerba.
  2. ne trovai la distribuzione sul territorio attualmente.
  3. cercai di scoprire attraverso LSD, ellisisland.org, e i siti brasiliani relativi all'emigrazione, nonche attraverso numerosissime chiavi ricerca, dove era presente il cognome Malerba nel passato, e specialmente verso il 1800.
  4. feci altrettanto con il cognome della madre elaborato nelle varie e possibili versioni.
  5. svolsi quindi una ricerca comparata tra il cognome Malerba e il cognome Coratta nelle varie versioni.
  6. a puro scopo didattico trovai infine dove questo cognome era presente nelle opere letterarie.
  7. Contemporaneamente scovai indirizzi email dei Comuni Veneti, allestii una lettera, la inviai ad Humberto che a sua volta la inviò a tappeto ai comuni. Alcuni risposero, altri no. Feci così anche per quei comuni meridionali dove la presenza dei Malerba era forte..risultato..nulla
  8. Contattai persone con cognome simile a Coratta, tre o quattro hanno risposto, non conoscono dati di relazione con i Malerba..
  9. Cercai di scoprire quale fosse il nome reale della nave "Savoie". Non riuscivo a trovarla, poi la scoprii e ne scoprii anche la compagnia navale SGTM francese.
  10. Cercai di scoprire se vi fossero liste di imbarco in Italia. Nulla, liste di imbarco in Francia. Nulla. Liste di sbarco in Brasile, non ancora, ho alcuni indirizzi a cui rivolgermi.
  11. Intanto cercai di comprendere quali altre persone avessero fatto quel medesimo viaggio: scoprii alcuni cognomi, come Zanetti, Ruy, Moretti e Ferrari o Ferrario. Giunsi a questo usando diversissime chiavi di ricerca.
  12. Il motivo di questa ricerca è volto ad individuare da quale zona italiana partirono quegli emigranti.
  13. Personalmente convinta che Domenico Malerba fosse del nord, cercai le emeroteche on line con giornali dell'epoca. Ne trovai una sola, l'emeroteca Braidense. Lessi quasi un'annata di quotidiani, "Il cittadino di Brescia" ed altri. Su il cittadino di Brescia trovai una notizia che ritenni pertinente.. Non trovai alcun Malerba nè alcun Coratta o simile..
  14. Approfondii il contesto della partenza per avere un quadro migliore della situazione in cui Domenico è partito, questo è stato un lavoro lungo, ma proficuo, perchè a nulla si giunge senza conoscere la storia..
  15. Provai attraverso numerosissime chiavi di ricerca, di scovare eventuali collegamenti tra i cognomi Malerba/Coratta..risultato zero. Provai con le altre versioni di Coratta: idem. Provai con le versioni di Coratta da sole ed in Brasile: scovai i Pazinatto; idem per Malerba, scovai gli Zanoni..era una traccia. Scrissi a qualche persona in Brasile: dicono che non comprendono l'inglese. Beh..
  16. Trovai i Malerba di Taiuva: Humberto scoprì con contatto diretto che provengono da Isernia. E su questo devo ancora indagare.
  17. Mi iscrissi a diverse mailinglist, italiane, francesi e brasiliane, per avere qualche ragguaglio..Mi cancellai da quella francese, perchè già questi mi avevano fatta giungere ad ottenere una risposta dal Ministero francese: non hanno liste di imbarco, ma conobbi la data esatta di partenza. Era quella che mi riportava alla circolare de il cittadino di Brescia..Niente male..
  18. Alcuni amici mi approntarono un albero genealogico da correggere, perchè i nomi dei figli di Domenico non sono conseguenziali per anno di nascita, che nè io, nè loro ancora conosciamo..
  19. Cercai se vi fossero fonti sull'emigrazione in Brasile, sia in italiano che in portoghese. Questo lavoro è stato faticosissimo, perchè ho dovuto leggere moltissimo..
  20. Trovai un microfilm, che feci richiedere ad Humberto e che forse è arrivato o sta per arrivare..Feci richiedere altresì ad Humberto il microfilm di Sao Carlos, dove LUI, con i suoi propri occhi mi dirà come legge scritto il cognome della madre di Domenico, quando lo stesso Domenico andò a registrare i suoi figli in Comune.
  21. Perchè questo? Perchè gli impiegati comunali interpretano i nomi. A me non serve la loro interpretazione, desidero conocere come è scritto in realtà con la massima precisione possibile.,.
  22. Approntai una tabella su cui annotai tutti i Comuni a cui mandammo una email in Italia e le relative risposte..da aggiornare appena Humberto mi comunica qualcosa.
  23. Feci cercare se Domenico avesse acquistato qualcosa in Brasile, per tentare la carta dell'espediente successorio: una volta mi disse di si Humberto, e che il bene era ora di una nipote, contattata la nipote, negò ogni cosa e non so perchè..
  24. Svolsi una ricerca sul possibile cognome della moglie di Domenico..
  25. Svolsi una ricerca sulle fazendas in Sao Carlos ..
  26. Cercai di scoprire se Tabapuan dove Domenico morì fosse Tabapua: Mi risposero alcuni amici brasiliani che mi confermarono la cosa..
  27. Un amico italo-brasiliano in particolare ha ancora attualmente vivente un parente ultranovantenne a Tabapua, che mi ha promesso di contattare appena nei prossimi giorni vi si reca, cercando di sapere qualcosa, qualsiasi cosa..
  28. Perchè non penso che Domenico vivesse totalmente isolato, piuttosto abbia comunque frequentato e parlato con qualcuno a Tabapua.
  29. Cercai emeroteche brasiliane on line..risultato: zero
  30. Cercai ogni sito utile alla ricerca sul luogo di provenienza dei cognomi interessati: ne trovai tanti di siti, usando diverse chiavi di ricerca, decisi di appontare una pagina, affinchè altri potessero usufruire del mio lavoro..
  31. Cercai i registri di nascita on line..ne trovai diversi, cercando con diversissime chiavi di ricerca e li inserii sul sito..Posso dire che comunque in questo elenco, a parte Taino(VA) non ho trovato Malerba da nessuna parte..è un risultato, perchè se non c'è il cognome, vale la pena di escludere, restringendo la ricerca e circoscrivendola..
  32. Cercai, usando diversissime chiavi di ricerca, ogni notizia utile su storie di famiglie italiane emigrate in Brasile, se qualcuno parlasse mai di un Malerba. Risultato: zero.
  33. Scrissi a diversi Malerba brasiliani, la posta tornò indietro. Perchè inserire email falsi nei messaggi di richiesta antenati? Chiedono di essere contattati, e poi lo evitano, bah..
  34. Attualmente sono orientata a circoscrivere la provincia di origine (possibile perchè nulla è certo) di Domenico. Ho bisogno di conoscere la lista dei passeggeri della Savoie. 
  35. Perchè conoscere la lista dei passeggeri? Perchè dai cognomi presenti io posso individuare la zona da cui sono partiti e perchè penso che Domenico si è aggregato a qualche gruppo: per forza, perchè era solo un ragazzo di 16 anni..!
  36. Ho scritto all'Arquivio Nacional do Brasil, per ottenere informazioni su Domenico Malerba..attendo risposta..
  37. Humberto visiona attualmente ancora una volta il microfilm dei Mormoni relativo a sao carlos: negli anni tra il 1887 e il  1889 i bambini nati  da italiani erano figli di genitori provenienti da Rovigo per il 90% della totalità ed il restante di Milano e qualche altro posto..
  38. Ho scoperto tramite l'apporto dell'amico italo- brasiliano Renato che Domenico Malerba è seppellito a Magda un comune vicino a Tabapua: questo spiega perchè Humberto non trovava la tomba del bisnonno.
  39. Ho saputo tramite Marcelo  che ha uno zio di 96 anni vivente a Tabapua e che ricorda bene"Domingos" Malerba che gli italiani all'epoca si raggruppavano tra loro in base alla regione italiana di appartenenza. Domenico faceva parte del suo gruppo, e lui è veneto!
  40. Ho contattato molte persone di cognome Malerba, tramite email, sia in Italia che in Brasile. Le mail inviate in Italia sono tornate immancabilmente indietro, qualcuna dal Brasile anche, solo uno mi ha risposto dicendomi che indagherà sulle origini italiane del suo "..antepassado". Tale passo per conoscere quante più città possibili da cui sono emigrati i Malerba in Brasile.
  41. Ho contattato diversi archivi di Stato , veneti e non, nella speranza che si possa trovare il nominativo Domenico Malerba  tra i ruoli matricolari classi 1870/1871.
  42. Humberto cercherà la data di nascita sulla tomba di Domenico Malerba a Magda, inoltre gli ho chiesto di contattare la chiesa di Tabapua affinchè si ricerchi l'atto di decesso di Domenico.
1 i Malerba in Veneto: Castelnuovo Bariano(RO ed emigrati in Brasile), Rosà(VI), Padova(PD), Rovigo(RO), Mirà(VE),Venezia(VE), Verona(presenza storica)
2 i Corato in Veneto: TREVISO, a Nogarole( non so se Rocca -VR o Vicentino-VI*), ad Arzignano-Vi, Caltrano-VI, ... a cui si aggiunge Pianezze di Arcugnano(Arcugnano Vicenza);Arzignano(VI), 
e in Lombardia Leno (BS)
3 i Corato in Brasile sono associati ai Bentim: i Bentim erano a Sao Carlos sicuramente..
4 I Pasinato in Veneto: c'erano sicuramente nella zona di Vicenza(Quinto Vicentino e Bassano del Grappa)..
5 I Pazinatto in Brasile: cognome associato alla famiglia Dalvi di TREVISO( a loro volt associati con altri cognomi come Gava, Fardin, Zanetti,Favero, Morato, Casagrande, Cattabriga,Piovesan, Pizzin, Benvenuto,etc.. Martins, questo teniamolo a mente perchè era anche uno dei cognomi del suocero di Domenico)e alla famiglia Colombara(altro cognome presente in Veneto a Sovizzo-VI,Tribano-PD, Maserà-PD, VICENZA) a Porangaba. Ma questo cognome sempre riferendomi a Iraci Pazinatto Coratto, in realtà potrebbe essere anche Pizzinato(provenienti da SerravalleTV attuale Vittorio Veneto)
6 i Malerba in Brasile provenienti da: TREVISO(a Campinas e imparentati con i Barbon di TREVISO, Isernia(emigrati a Taiuva-Brasile), Taino(?), Castelnovo Bariano(?) e da... in riferimento a Belmira Malerba Zanoni, questo non sappiamo da dove provengono ma erano a Itatiba(ma sicuramente un Zanoni era di PARMA e altra Zanoni era di Castelguglielmo( Rovigo), ed ancora di San Nazario(Vicenza).
7 gli Zanetti nel nord Italia: San Giacomo di Veglia(TV emigrati in Brasile)Castrezzato(Brescia ed emigrati anche in Brasile),Agugliara(PD), Mareno di Piave,Concadirame(TV), San Zeno della Montagna(Verona), Morbio Inferiore(Ticino-Svizzera) e altro
  gli Zanoni : Castelguglielmo(RO ed emigrati in Brasile), BRESCIA, San Zeno di Montagna(VE), Caglio(Como), Parma..
07-04-2004: bene ho aggiornato alcune pagine del sito dedicato ai Malerba, e nel frattempo mediante contatti serrati sono venuta a conoscenza quanto nei punti 37 e 38 della tabella precedente. Sono notizie molto importanti, perchè spero che sulla tomba di Domenico abbiano riportato la data di nascita. per me sarebbe un sogno sapere questa notizia...Ho aggiornato la sezione relativa alle risposte dei Comuni a cui Humberto ha scritto; purtroppo la parola sconosciuto lascia qualche perplessità..altri ammettono che gli archivi sono andati distrutti, altri che hanno iniziato i registri in data posteriore a quella indicativa  di Domenico, altri, con estremo acume rispondono di chiedere alle parrocchie; e l'ufficio di stato civile a cosa serve dunque??? Misteri della mente umana...
9-04-2004: mi chiedo se sia possibile accerchiare il nemico, ossia la mancanza di dati, forse si può provare attraverso la moglie di Domenico, ossia Pedra Rubio. Ho scoperto questa notizia:"

Processos do Serviço de Registro de Estrangeiros

 Produzidos pelas Delegacias de Polícia de Catanduva, Itajobi, Novo Mundo, Tabapuã e Ariranha a partir de 1938 até meados da década de 40. São aproximadamente 6.0000 processos com informações como: nome, data de chegada no Brasil, composição familiar, profissão, residência, etc. Essa documentação está sendo informatizada para que possa estar acessível à pesquisa."   Fonte

Forse c'è qualcosa su Pedra...ma all'epoca Domenico era già morto e forse la cosa non può essere d'aiuto...Attualmente sto redigendo in portoghese una mail per il Memorial do Imigrante, non so se la invierò, ci penserò..ho scritto anche a qui http://www.projetoimigrantes.com.br/ Humberto mi dice che lui ha già chiesto e senza risultati, ma in un anno le cose cambiano

18 Aprile 2004: Dalla risposta dell'Arquivio Nacional del Brasile, ho saputo che Domenico non ha mai rinunciato alla cittadinanza italiana. Inoltre,saputo Humberto che Domenico visse e lavorò nella fazenda Sao Roberto di Sao Carlos, per il 25 corrente mese, ha un appuntamento, conservano i dati della fazenda fino a 5 generazioni passate, forse c'è qualcosa, attendo con ansia. Inoltre sul microfilm dei registri di Sao Carlos che sta visionando, giunto all'anno 1897 non ha incontrato il matrimonio di Domenico, forse è stato trascritto in seguito. Ho saputo che normalmente i registri erano aggiornati in seguito con poche e scarne notizie, ma prima di questo e per fare questo, il comune operava una specie di processo do casamento, dove è possibile trovare ogni info, tale processo è conservato nel Cartorio del Comune di Sao Carlos..vedremo.

13 Maggio 2004... la ricerca è terminata...sorpresa.......

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